le notizie che fanno testo, dal 2010

Tunisia, tutti ai funerali del "grande eroe" Chokri Belaid

Tutta la Tunisia ha partecipato ai funerali del "grande eroe" Chokri Belaid, come l'ha definito l'ex primo ministro Beji Caid Essebsi, ora alla guida dell'opposizione, ricordato come "un uomo di cultura ed una persona aperta alle opinioni diverse dalla propria".

Si sono svolti ieri i funerali di Chokri Belaid, il segretario del Partito dei patrioti democratici uniti ucciso due giorni fa a Tunisi e ricordato come "un grande eroe" dall'ex primo ministro Beji Caid Essebsi, ora alla guida di una delle principali formazioni di opposizione, presente alla celebrazione. Nel corso dei funerali, la Tunisia si è fermata per aderire allo sciopero generale indetto dall'Unione generale tunisina del lavoro (Ugtt), il più grande sindacato del Paese, anche se a dopo la funzione si sono registrati altri scontri frale forze di sicurezza e i manifestanti anti-governativi, come riporta l'agenzia di stampa Misna. Ad accendere lo scontro sembra anche il fatto che la polizia per disperdere l'enorme folla che aveva partecipato al funerale di Chokri Belaid a Djebel Jelloud, quartiere della periferia meridionale di Tunisi, avrebbe utilizzato dei gas lacrimogeni. I manifestanti vogliono la caduta del governo guidato dal partito Ennahda, ed anche il presidente tunisino Moncef Marzouki avrebbe chiesto la creazione di un governo di unità nazionale per superare la crisi, creatasi anche, come riferiscono fonti di Misna, "dall'incapacità del governo di attuare piani di sviluppo che facciano crescere l'economia e riducano la disoccupazione, alta soprattutto tra i più giovani. Una situazione divenuta sensibile in quelle stesse zone da dove, due anni fa, partirono le proteste contro l'allora presidente Zine el Abidine Ben Ali". Ed infatti padre Jawad Alamat, Direttore Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie della Tunisia, sottolinea all'Agenzia Fides come sia stato "un segno molto importante il fatto che il luogo di partenza del corteo funebre di Chokri Belaid sia stato la Casa della Cultura". Il sacerdote ricorda infatti come "Chokri Belaid era un uomo di cultura ed una persona aperta alle opinioni diverse dalla propria" che "sotto il regime di Ben Ali ha preso le difese anche delle persone con le quali non era d'accordo, persino di alcuni salafiti, in nome della difesa della libertà di espressione per tutti". Anche i mass media tunisini, precisa infatti padre Alamat, "hanno descritto la vittima come una persona vicina all'anima della gente, che vive in una casa in affitto, e non ha approfittato della sua professione di avvocato e del suo impegno politico per arricchirsi", augurandosi che "il sacrificio di Chokri Belaid segni una svolta positiva per la Tunisia, che vi sia un 'prima e un dopo 6 febbraio' e che non rimanga solo il ricordo di questi giorni di dolore".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: