In Tunisia l'Intifada del pane non sembra placarsi. Il carovita, la disoccupazione e la corruzione generalizzata nel Paese ha infine generato questo clima di tensione e di scontri. Un monito che gli altri Stati (anche europei) dovrebbero tener da conto.
La Tunisia, purtroppo, potrebbe aver anticipato quello che accadrà anche in altri Stati (anche europei) se il livello di disoccupazione, la precarietà della vita e il caro prezzi non comincerà a diminuire e se la politica non comincerà a pensare, prima di ogni cosa, a migliorare la situazione economica e sociale. In Tunisia il popolo si è sollevato dopo che anche il prezzo del pane è cominciato a lievitare, è proprio il caso di dirlo. Ma l'Intifada del pane, come ormai viene chiamata, è stata generata da un malcontento diffuso generato dalla corruzione nei palazzi del potere, che ha causato a lungo andare disoccupazione e carovita.
Anche oggi ci sono state nuove proteste esasperate contro il governo guidato dal presidente Zine El-Abidine Ben Ali. A Douz, nella Tunisia meridionale, sono almeno 5 i manifestanti uccisi dai colpi di arma da fuoco sparati dalla polizia mentre l'esercito sembra essere arrivato ormai anche a Tunisi, nella capitale.
Intanto il presidente Ben Ali ha ordinato la scarcerazione dei manifestanti arrestati nei disordini dei giorni scorsi e ha destituito il ministro dell'Interno Rafik Belhaj Kacem sostituendolo con Ahmed Friaa, che ricopriva la carica di sottosegretario. Ben Ali ha anche ordinato la creazione di una commissione d'inchiesta che dovrà indagare, in particolare, sui casi di corruzione tra gli uffici e i funzionari pubblici.
Il governo, inoltre, guidato dal premier Mohamed Ghannouchi ha proclamato il coprifuoco a Tunusi dalle 20 alle 6 del mattino di domani. Anche una troupe del Tg3 è rimasta coinvolta negli scontri tra manifestanti e polizia. Ad essere stati aggrediti la giornalista Maria Cuffaro e l'operatore Claudio Rubino, a cui hanno sottratto la telecamera. La Cuffaro e l'operatore stavano seguendo le proteste quando "sono stati avvicinati da un gruppo di persone, alcune delle quali si presume fossero appartenenti alle stesse forze dell'ordine, e aggredite" spiega il direttore del Tg3 Bianca Berlinguer. Entrambi stanno per fortuna bene anche se l'operatore Claudio Rubino "ha subito diversi colpi da parte degli aggressori" conclude la Berlinguer spiegando che Maria Cuffaro ha subito contattato l'ambasciata italiana a Tunisi tanto che dopo un paio d'ore la telecamera "rubata" è stata riconsegnata.
Ben Ali sarebbe in coma in un ospedale dell'Arabia Saudita a Gedda. Stessa sorte per Hosni Mubarak che a Sharm-el-Sheik verserebbe in analoga condizione. Tra smentite e conferme la sorte dei Rais sembra accomunata da uno stesso destino.
E' morto il fotoreporter ferito nei giorni scorsi da un lacrimogeno lanciato dalla polizia tunisina per disperdere i manifestanti. Era in Tunisia per immortalare gli scontri, la tragedia e anche le speranze di un Paese che combatte per una rinascita.
In Tunisia Ben Ali destituisce il governo e convoca le elezioni anticipate ma il popolo continua a lottare, stanco e stremato di uno Stato corrotto che ha portato il Paese alla depressione. Anche gli hacker aiutano "il popolo tunisino nella sua lotta contro l'oppressione".