Ben Ali sarebbe in coma in un ospedale dell'Arabia Saudita a Gedda. Stessa sorte per Hosni Mubarak che a Sharm-el-Sheik verserebbe in analoga condizione. Tra smentite e conferme la sorte dei Rais sembra accomunata da uno stesso destino.
La sorte dei Rais di Tunisia e Egitto sembra accomunata da un unico e cinico destino.
Tutte le notizie che si diffondono sui media sono ovviamente delle indiscrezioni, ma pare, secondo le agenzie internazionali che Zine El-Abidine Ben Ali, presidente dela Repubblica di Tunisia fuggito a metà gennaio per le proteste di piazza, sia in coma in un ospedale di Gedda in Arabia Saudita, dove si sarebbe rifugiato.
La fonte della notizia è anonima, nel senso che chi ha diffuso la voce sullo stato di salute dell'ex Rais vuole nascondere, per ovvie ragioni, la sua identità.
Pare che Ben Ali sia "in coma" a causa di un ictus che l'avrebbe colpito dopo la fuga e sia in questo stato da due giorni.
La cosa che colpisce è che anche Hosni Mubarak sarebbe "in coma" nella sua villa di Sharm-el-Sheik (o forse in Germania), come se lo stato "comatoso" fosse una specie di "firma" della caduta dei regimi.
Anche il fatto che lo stesso Hosni Mubarak si fosse "ammalato" immediatamente dopo aver dichiarato la sua "resistenza" (anche, indirettamente agli USA) aveva destato sospetti da "guerra fredda".
E' importante comunque sottolineare che nessuno sa ufficialmente come stiano e dove siano i due Rais Ben Ali e Hosni Mubarak, visto che tutte le voci che girano in questo momento, sono frutto di indiscrezioni di stampa.
Anche la notizia che in queste ore lancia la tv americana ABC, la quale dice in sostanza che Mubarak è vivo e gode di buona salute (tanto che sarebbe in grado "di rispondere al telefono"), è una testimonianza di un "funzionario saudita" che non fa che aggiungere mistero al giallo dei due dittatori.
In Tunisia l'Intifada del pane non sembra placarsi. Il carovita, la disoccupazione e la corruzione generalizzata nel Paese ha infine generato questo clima di tensione e di scontri. Un monito che gli altri Stati (anche europei) dovrebbero tener da conto.
In Tunisia Ben Ali destituisce il governo e convoca le elezioni anticipate ma il popolo continua a lottare, stanco e stremato di uno Stato corrotto che ha portato il Paese alla depressione. Anche gli hacker aiutano "il popolo tunisino nella sua lotta contro l'oppressione".
E' morto il fotoreporter ferito nei giorni scorsi da un lacrimogeno lanciato dalla polizia tunisina per disperdere i manifestanti. Era in Tunisia per immortalare gli scontri, la tragedia e anche le speranze di un Paese che combatte per una rinascita.