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Strage del Rapido 904: assolto Totò Riina, manca prova che fu il mandante

La Corte d'Assise di Firenze ha assolto Totò Riina dall'accusa di essere il mandante della strage del Rapido 904 del 23 marzo 1984 secondo comma dell'art. 530, cioè perché "manca la prova piena che sia colpevole".

La Corte d'Assise di Firenze ha assolto Totò Riina dall'accusa di essere il mandante della strage del Rapido 904 del 23 marzo 1984, che causò 16 morti e 267 feriti. Totò Riina è stato assolto in base al secondo comma dell'art. 530, cioè perché "manca la prova piena che sia colpevole", come spiega Luca Cianferoni, l'avvocato del boss mafioso, precisando: "Praticamente è la vecchia insufficienza di prove". La strage del Rapido 904 è un attentato dinamitardo avvenuto il 23 dicembre 1984 presso la Grande galleria dell'Appennino ai danni del treno proveniente da Napoli e diretto a Milano. La strage del Rapido 904 è avvenuta nei pressi della strage dell'Italicus, attentato compiuto nella notte tra il 3 e il 4 agosto 1974. La strage del Rapido 904 è stata indicata dalla Commissione Stragi come l'inizio dell'epoca della guerra di mafia dei primi anni novanta. Era stata nel 2011 la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ad emettere un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Totò Riina per la strage del Rapido 904, con il boss mafioso cosiderato di essere il mandante della strage.

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