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Padoa-Schioppa addio, anche dai "bamboccioni"

Tommaso Padoa-Schioppa, ex ministro dell'Economia, è morto all'età di 70 anni per un'infarto. Napolitano lo ricorda come "un grande servitore dello Stato e dell'interesse pubblico" ma purtroppo molte altre persone solo come colui che si inventò il termine "bamboccione".

Tommaso Padoa-Schioppa, ex ministro dell'Economia, è morto all'età di 70 anni stroncato da un'infarto mentre stava partecipando a una cena con diversi amici a Palazzo Sacchetti, in via Giulia a Roma.
Solo pochi giorni fa era stato nominato nel Cda di Fiat Industrial, che diverrà operativo con la scissione della società. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, partecipando al cordoglio della famiglia, lo ricorda come "un grande servitore dello Stato e dell'interesse pubblico, che nell'esercizio di tutte le alte funzioni cui è stato chiamato in Italia e in Europa ha lasciato l'impronta del suo eccezionale talento, della sua preziosa professionalità, della sua passione civile e della sua integrità personale".
Purtroppo molte altre persone lo ricorderanno solamente come colui che si inventò il termine "bamboccione" per definire tutti quei giovani (precari) che secondo l'ex ministro non avevano intenzione di uscire di casa. Quel termine fece allora balzare dalla sedia sia maggioranza che opposizione ma, nonostante Padoa-Schioppa promettesse che con la manovra del 2007 avrebbe mandato "fuori di casa i bamboccioni", da allora le cose se sono cambiate sono mutate in peggio.
Non solo l'Italia è sempre di più un Paese per vecchi (con tutto il rispetto del termine) ma coniando l'epiteto "bamboccioni" Padoa-Schioppa ha contribuito a creare quella idea che il Censis, nel suo ultimo Rapporto, descrive così: "Più della metà degli italiani (il 55,5%) pensa che i giovani non trovano lavoro perché non vogliono accettare occupazioni faticose e di scarso prestigio". Ma la verità è un'altra.

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