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Tirrenia venduta a CIN: "altro schiaffo ai Sardi e alla Sardegna

"Il Governo nazionale dà un altro schiaffo ai Sardi e alla Sardegna, regalando agli armatori privati la Tirrenia e cercando di mettere ai sardi le catene". Con queste parole Sanna del Partito Sardo D'Azione commenta la vendita di Tirrenia a CIN.

Oggi il Governo nazionale dà un altro schiaffo ai Sardi e alla Sardegna, regalando agli armatori privati la Tirrenia e cercando di mettere ai sardi le catene, rendendoli succubi di un cartello oligopolistico che di fatto metterà in ginocchio il sistema socio economico della Sardegna". E' con queste parole che Giacomo Sanna, capogruppo del Partito Sardo D'Azione, commenta la firma che sancisce la privatizzazione della Tirrenia, venduta per 380 milioni alla cordata CIN, che comprende Vincenzo Onorato, presidente di Moby Lines, Gianluigi Aponte di Grandi Navi Veloci e Emanuele Grimaldi di Grimaldi Lines. La chiusura della trattativa era prevista per venerdì 29 luglio, e al vertice avrebbe dovuto partecipare anche la Regione Sardegna. La firma è arrivata invece lunedì 25 nel pomeriggio, sembra all'insaputa sia del presidente che della giunta, tanto che Cappellacci ha già annunciato che farà ricorso "alla Corte costituzionale, all'Unione Europea e anche in sede civile" per vedere tutelato "il pieno diritto alla mobilità" dei sardi. Dello stesso avviso Giacomo Sanna, che aggiunge che "a questo affronto è necessario rispondere con fermezza portando lo scontro sino alle estreme conseguenze, percorrendo tutte le strade, prima fra tutte il ricorso alla Corte Costituzionale". Successivamente il governatore Ugo Cappellacci e l'assessore ai trasporti Christian Solinas hanno diramato un comunicato congiunto dove annunciano che la Regione Sardegna non si fermerà "né di fronte a contratti né davanti a una convenzione per la continuità territoriale nella quale non ci riconosciamo assolutamente" ricordando che: "Il nostro standard è e rimane quello della Flotta Sarda, con cui ci siamo opposti all'arroganza degli armatori e ai loro soprusi. Con le nostre navi, abbiamo agito spinti da una sacrosanta legittima difesa, e ora di fronte a questi nuovi attacchi, la reazione sarà altrettanto forte. Chi oggi pensa di aver messo in cassaforte un risultato a discapito del Popolo Sardo, domani dovrà leccarsi le ferite". La Saremar, infatti, controllata al 100% dalla Regione Sardegna aveva risposto agli aumenti di questa estate con biglietti molto meno costosi, tanto che la firma sulla privatizzazione della Tirrenia prevista per giugno è poi slittata, sembra a detta di molti per un "ripensamento" della CIN.

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