le notizie che fanno testo, dal 2010

Thailandia: militari impongono legge marziale contro violenze di piazza

A Bangkok e in tutta la Thailandia questa notte è stata imposta la legge marziale, decisione presa dalle forze armate a causa dei disordini di piazza sorti a seguito della recente destituzione della premier Yingluck Shinawatra, violenze che dal 1 novembre 2013 hanno causato in Thailandia 27 morti e quasi 800 feriti. La legge marziale ha però imposto la censura sui mezzi d'informazione.

A Bangkok e in tutta la Thailandia questa notte è stata imposta la legge marziale. Un provvedimento con effetto immediato, che sospende la Costituzione thailandese, decretato dai vertiti delle Forze armate dopo i disordini di piazza sorti a seguito della recente destituzione della premier Yingluck Shinawatra, violenze che dal 1 novembre 2013 hanno causato in Thailandia 27 morti e quasi 800 feriti. L'ultima volta che è stata imposta la legge marziale in Thailandia è stato nel settembre 2006, quando un colpo di stato militare costrinse alle dimissioni il governo allora guidato da Thaksin Shnawatra. A Bangkok soldati e mezzi militari hanno quindi preso posizione nei punti nevralgici della città. Come riporta l'agenzia stampa Misna, i vertici militari hanno convocato per il pomeriggio un vertice con tutte le forze sociali. Per il momento, il governo resta in carica, dopo che anche ieri l'esecutivo ha respinto le dimissioni chieste da delegazione del Senato. I due grandi concentramenti di filo e anti-governativi presenti a Bangkok non sono stati sciolti, ma ciò comporta la non uscita dalla sede dove sono ubicati, come in una sorta di coprifuoco imposto dalla legge marziale agli attivisti. Quindi, niente manifestazioni per le vie di Bangkok. I due gruppi sono formati da una parte da nazionalisti e filo-monarchici, che da circa 7 mesi premono per la fine del governo e la nascita di un esecutivo non eletto che conduca a riforme e a un successivo voto, e dall'altra da filo-governativi, incentrati sul movimento delle Camicie Rosse, che dividono le proprie fedeltà tra un esecutivo ormai delegittimato e la famiglia Shinawatra che lo controlla. Gli aeroporti della Thailandia per il momento funzionano regolarmente, ma già diverse ambasciate hanno alzato il livello di attenzione per i propri cittadini. La legge marziale ha però imposto la censura sui mezzi d'informazione, e le sedi delle emittenti radio-televisive sono presidiate dai militari. Circa una decina di canali tv hanno dovuto fermare le trasmissioni. Le prime reazioni internazionali chiedono alle Forze armate di abbreviare il più possibile il periodo di legge marziale e di non utilizzare metodi coercitivi o anti-democratici, nonché di guidare la Thailandia verso un nuovo governo rappresentativo.

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: