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Thailandia: colpo di Stato militare. Camicie rosse minacciano rappresaglie

Dopo la legge marziale, i militari guidati da Prayuth Chan-ocha prendono anche il controllo del governo, attuando l'ennesimo colpo di Stato in Thailandia. Su Twitter il "Fronte unito per la democrazia", le cosiddette 'camicie rosse' pro-governative, minacciano però "rappresaglie".

Mons. Andrew Vissanu Thanya-Anan, Segretario generale esecutivo della Conferenza Episcopale della Thailandia, il 20 marzo commenta all'Agenzia Fides la situazione nel Paese dopo che il capo dell'esercito, il generale Prayuth Chan-ocha, ha dichiarato la legge marziale per l'intera nazione. "Da tempo eravamo in una situazione di stallo istituzionale. - spiega Mons. Andrew Vissanu Thanya-Anan - Nell'incertezza e nella precarietà, la popolazione ha apprezzato l'intervento dell'esercito che non è un colpo di Stato ma serve a prevenire la violenza e il caos che danneggerebbe ulteriormente il Paese: questo il fine della legge marziale. In una situazione polarizzata, è urgente aprire un canale tra le parti per risolvere la crisi istituzionale". Il segretario della Conferenza Episcopale della Thailandia sottolinea che il generale Prayuth Chan-ocha ha infatti affermato la necessità di garantire la pace e l'ordine, invitando la popolazione a "continuare la vita come al solito". La legge marziale, che comunque la si veda dà ai militari il potere di usare le armi per reprimere disordini, confiscare qualsiasi edificio, ma anche censurare l'informazione, proibire raduni pubblici, arrestare sospetti e attivare il tribunale militare, è stata proclamata dopo l'escalation di tensione sociale e politica in Thailandia, dove il governo eletto della premier Yingluck Shinawatra è stato dimesso da una sentenza della Corte Suprema e sostituito da un governo provvisorio. La Fides sottolinea quindi che nella società thai si è nuovamente scatenato il confronto tra una fazione antigovernativa espressione della borghesia urbana, e una fedele al governo Shinawatra, formata da agricoltori e popolazione rurale. Nei giorni scorsi, gli scontri tra manifestanti hanno causato 28 morti e centinaia di feriti. Tra le fazioni vi sono anche gruppi militanti armati, il che ha indotto l'intervento dell'esercito. Mons. Andrew Vissanu Thanya-Anan assicura comunque che "la Chiesa cattolica segue con molta attenzione l'evolversi della situazione e mantiene una bussola: la pace e la riconciliazione nazionale".

Intanto, però, a due giorni dalla proclamazione della legge marziale, il generale Prayuth Chan-ocha ha preso il controllo del governo, e in un discorso televisivo alla nazionale afferma: "Perché il paese torni alla normalità le forze armate devono prendere il potere a partire dal 22 maggio alle 16:30". "Tutti i thailandesi devono restare calmi e i funzionari del governo devono lavorare normalmente" ha ammonito il capo dell'esercito, che annuncia "riforme politiche". L'esercito quindi ha sospeso la Costituzione ed avverte che "nessuno sarà autorizzato a lasciare il proprio domicilio tra le ore 22:00 e le 5:00", mentre "gli stranieri sono obbligati a girare con passaporto". I mezzi in informazione e i canali televisivi sono stati oscurati, compresi a quanto pare anche le internazionali Cnn e Bbc. Su Twitter il "Fronte unito per la democrazia", le cosiddette 'camicie rosse' pro-governative, minacciano però "rappresaglie".

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