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Terzo Polo sta a guardare, sia a Milano che a Napoli

"La verità è che Berlusconi senza il Terzo Polo non va da nessuna parte" afferma sicuro Italo Bocchino. E a non andare da nessuna parte è anche il Terzo Polo, nel senso che ha deciso di non schierarsi a Milano né con Pisapia ma nemmeno con la Moratti.

"La verità è che Berlusconi senza il Terzo Polo non va da nessuna parte" afferma sicuro Italo Bocchino in una intervista rilasciata a Il Messaggero (18 maggio 2011). E a non andare da nessuna parte è anche il Terzo Polo, nel senso che ha deciso di non schierarsi a Milano né con Pisapia ma nemmeno con la Moratti. Per venerdì mattina è stata convocata, dallo stesso Bocchino, l'assemblea nazionale di Futuro e libertà, e Gianfranco Fini, durante la conferenza stampa del Terzo Polo svoltasi ieri nell'hotel Nazionale a Piazza Montecitorio, spiega infatti che in tale occasione verrà sottoposta "all'assemblea la ratifica di quanto concordato con Pasquino e Palmeri, vale a dire la non indicazione esplicita dell'appoggio ad alcuno tra i candidati". Non solo a Milano, ma anche a Napoli. Vincere a Milano, quindi, per la Moratti e il Pdl, sembra diventare sempre più difficile. "Berlusconi pensava di essere maggioritario nel Paese grazie alla sua capacità e al suo fascino - spiega ancora Bocchino dalle pagine de Il Messaggero - invece deve rendersi conto che vinceva quando era il leader dei moderati. Ora, dopo la cacciata prima dell'Udc di Casini e poi di Fini, è solo il leader degli estremisti e si ritrova a inseguire a Milano una vittoria impossibile e a Napoli a combattere una durissima battaglia". "Il Terzo Polo decida quello che vuole, noi parleremo ai loro elettori - commenta la decisione il ministro della Difesa Ignazio La Russa - Noi parleremo agli elettori del Terzo Polo che non sono contenti della prospettiva di farsi guidare dai centri sociali". Sembra quindi continuare ad essere questa la linea di Berlusconi e dei suoi per sostenere la candidatura di Letizia Moratti, cioè "bollare" Giuliano Pisapia come un esponente della sinistra estrema. Anche Pier Luigi Bersani non sembra completamente soddisfatto della scelta del Terzo Polo, spiegando pure lui che "se loro non scelgono c'è sempre qualcuno che lo fa al posto loro. E in questo caso saranno gli elettori". In tutto questo Gianfranco Fini, leader di Fli, avverte i suoi: "Il Terzo Polo ha mosso i suoi primi passi in queste elezioni amministrative, si sta organizzando nel Parlamento e nel Paese: chi pensa di provocare divisioni in vista dei ballottaggi e dei futuri mesi di attività politico-parlamentare che si annunciano intensi, cambi i suoi piani". E Andrea Ronchi, infatti, sembra che si sia già dimesso da presidente dell'assemblea nazionale di Fli, poichè era per un sostegno dei candidati del centrodestra. E anche Adolfo Urso non sembra essere convinto della decisione presa dal Terzo Polo.

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