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Terra dei Fuochi: stop a campionamenti. Prima cercare rifiuti radioattivi

Dopo che il 12 maggio scorso sono iniziati i prelievi nelle aree contaminate della Terra dei Fuochi, il comitato interministeriale ha detto stop ai campionamenti bisogna dapprima certificare la presenza di altri tipi di rifiuti, quelli radioattivi, la cui presenza era stata esclusa in un primo momento. Don Maurizio Patriciello si chiede: "E le due cose non potevano andare insieme?".

Dopo che il 12 maggio scorso sono iniziati i prelievi nelle aree contaminate della Terra dei Fuochi, il comitato interministeriale che si occupa del risanamento di quell'area ha bloccato tutto perché bisognerebbe adottare nuovi metodi di ricerca e nuovi strumenti di rilevazione. Stop quindi ai campionamenti nella Terra dei Fuochi perché, qui sta la novità, bisogna dapprima certificare se ci sono altri tipi di rifiuti, quelli radioattivi, la cui presenza era stata esclusa in un primo momento. Serve quindi indagare in primo luogo con droni e tecniche come la magnetometria, che consente di individuare i punti in cui sono stati nascosti fusti tossici, e la spettrometria. Come riporta Il Mattino, "in una lettera inviata il 28 maggio dall'Agea, l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura, si invitano le autorità preposte a «voler impartire disposizione affinché venga data immediata esecuzione alla sospensione delle attività sui siti di terza e quinta categoria. Sarà cura dello scrivente - conclude la nota - comunicare con successiva disposizione il riavvio delle attività medesime»".

Duro lo sfogo su Facebook di don Maurizio Patriciello: "Ma che fanno? Ci prendono in giro? Giocano a stancarci? Adesso bloccano quel poco che stavano facendo? Niente più prelievi di terreni per verificare il livello di contaminazione. Perché? Per cercare rifiuti radioattivi. E le due cose non potevano andare insieme? E questi signori superesperti non avrebbero dovuto sapere già da prima che occorreva fare questa operazione? Chiedono la collaborazione dei volontari, ma solo quando fa loro comodo. Poi, un giorno, veniamo a sapere dai giornali questa notizia. E i volontari? E i movimenti? - e ricorda - Qui si muore. Il vero dramma è questo. E questi signori perdono tempo preziosissimo. Vogliamo chiarezza. Trasparenza. Chi ha sbagliato deve pagare. Vogliamo uno Stato amico. Vogliamo la verità sul dramma della nostra terra e della nostra gente. Che cos’è questa storia dei rifiuti radioattivi? Perché vanno a cercarli solamente ora?". Domanda a cui il governo finora non ha dato alcuna risposta. In una intervista al Corriere della Sera, don Maurizio Patriciello ammette di essersi chiesto se questo stop ai campionamenti nella Terra dei Fuochi è legato a possibili confessioni di Iovine, il pentito dei Casalesi, sottolineando però che non si butta così "nella disperazione gli agricoltori, che contavano molto nell'iniziativa del governo e nelle classificazioni degli esperti per circoscrivere le aree irrecuperabili e per rilanciare i prodotti di quelle non compromesse" ma anche "la gente comune" che nella Terra di Fuochi continua a morire. A Roma invece, conclude don Maurizio Patriciello, col "fuoco si scherza, e anche con la radioattività".

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