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Don Patriciello a Renzi: in Terra dei Fuochi dramma epocale. Dov'è governo?

Nella Terra dei Fuochi "si sta consumando un dramma epocale" denuncia, ancora una volta, don Maurizio Patriciello, questa volta in una lettera aperta su Facebook dove chiede a Matteo Renzi se c'è finalmente "la volontà politica di mettere una volta per sempre la parola 'fine' a questa tragedia". Ma su Twitter, Matteo Renzi parla d'altro.

Pochi giorni fa la notizia che i dati dello studio Sentieri confermano un eccesso di mortalità e di ospedalizzazione per tumori, anche nei bambini, nella zona attorno all'ILVA di Taranto e nell'area ormai ribattezzata tristemente Terra dei Fuochi, tra Napoli e Caserta. E a lottare assieme alla popolazione della Terra dei Fuochi c'è don Maurizio Patriciello che ricorda a Matteo Renzi, in una lettera aperta pubblicata oggi su Facebook, come in quei luoghi "si sta consumando un dramma epocale". Nell'indifferenza generale.

"Caro Renzi, alcuni mesi fa - ancora non eri il Capo del governo - venisti ad Aversa per incontrare il mio vescovo, Angelo Spinillo, e alcuni sacerdoti della diocesi. Tema dell’ incontro: la ormai famigerata 'terra dei fuochi'. Ci lasciammo con la promessa, da parte tua, di vederci ancora. Ecco, credo che quel momento sia venuto" scrive don Maurizio Patriciello, affermando: "Tra i tuoi gravosi impegni devi trovare un momento per ritornare nella 'terra dei fuochi'. - aggiungendo - Te lo chiedo a nome di milioni di persone maltrattate, esasperate, ingannate. Anche questa notte, infatti, non hanno dormito. Le loro case erano invase da fumi, fetori, veleni di ogni tipo". Don Maurizio Patriciello ammette: "Anch’io sono rimasto sveglio e con in corpo una rabbia immensa. Il mio pensiero andava agli anziani, agli ammalati, ai tantissimi poveri che non hanno nemmeno un condizionatore e, quindi, non possono chiudersi in casa. Il mio cuore stava all’ospedale 'Pascale' dove non c’è più posto nemmeno per ricoverare i nostri ammalati. Non c’è una famiglia, caro Presidente, che non piange un morto di cancro. Non c’è una casa, a cominciare dalla mia, dove non c’è qualcuno che lotta sperando di vincere il terribile male. - denunciado - In queste terre si sta consumando un dramma epocale. Sotto gli occhi di tutti, tra la rassegnazione di tanti e il cinismo di altri".

Il sacerdote quindi riflette: "Lo scrittore Corrado Alvaro diceva che 'alle domande vere occorre dare risposte vere'. Per noi non è stato e ancora non è così. Le nostre domande angoscianti vengono tuttora affrontate con una superficialità che fa spavento. - e sottolinea - Basti pensare alle ultime notizie provenienti da Roma. I dati dell’Istituto superiore di sanità confermano ciò che noi da sempre sappiamo, ma vengono il giorno dopo ridimensionati dallo stesso ministro Lorenzin, in contrasto con il Governatore della Campania che, invece, li riconferma. C’è confusione, pressapochismo". Don Maurizio Patriciello quindi rivolge un accorato appello a Matteo Renzi: "Presidente, dobbiamo uscire da questa sciagura sciagurata al più presto e nel migliori dei modi. Ce la possiamo fare. Possiamo contare su migliaia e migliaia di stupendi volontari; possiamo contare sulla Chiesa campana, sempre attenta e vicina alla sua gente. - ma chiarisce - Quel che manca, a dirlo mi fa male il cuore, è proprio la volontà politica di mettere una volta per sempre la parola 'fine' a questa tragedia".

Don Maurizio Patriciello conclude la lettera aperta indirizzata al premier con "alcuni dei messaggi che, ogni giorno, a centinaia" il sacerdote riceve e che mostrano "la gravità della situazione". Don Maurizio Patriciello mette quindi "nelle mani del buon Dio questa lettera", dicendosi fiducioso di ricevere presto una telefonata da parte di Matteo Renzi, che il sacerdote ovviamente benedice. La lettera è stata pubblicata su Facebook 2 ore fa, ma alle ore 19:30 il premier non sembra aver ancora risposto all'accorato appello, ed invito, di don Maurizio Patriciello. Matteo Renzi, sempre molto attivo con il proprio account Twitter, cinguetta infatti solamente, circa un'ora fa, che il governo è "al lavoro su terzo settore, ILVA, semplificazione amministrativa, millegiorni". Ancora una volta, la Terra dei Fuochi non sembra essere una priorità dell'esecutivo, mentre si conferma una vergogna tutta italiana.

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