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Letta: scorporo Telecom extrema ratio. Fiom: necessaria per agenda digitale

Enrico Letta, presentando il "Rapporto Caio" sugli obiettivi 2020 della banda larga in Italia, ha chiarito che lo scorporo e la pubblicizzazione della rete Telecom Italia rappresenta l'extrema ratio. La Fiom sottolinea invece come tale impostazione sia "totalmente sbagliata" spiegando che "gli obiettivi europei dell'agenda digitale non saranno raggiunti senza risolvere il nodo di Telecom Italia".

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta, nel corso della presentazione del "Rapporto Caio" sugli obiettivi 2020 della banda larga in Italia, ha spiegato, con una metafora molto singolare, che "lo Stato ha poteri con sfumature varie di invasività: da atti di indirizzo fino alla bomba atomica in cui la valigetta è in mano al Parlamento e al governo, con il bottoncino rosso che è quello dello scorporo e della pubblicizzazione della rete (Telecom Italia, ndr) che rappresenta l'extrema ratio di un intervento che rimane sullo sfondo, nel momento in cui questo complesso di obiettivi si dovesse verificare nel tempo che non dovesse essere raggiunto". Roberta Turi, segretaria nazionale della Fiom-CGIL e responsabile del settore Ict, sottolinea invece come tale impostazione sia "totalmente sbagliata". In una nota spiega infatti che la Fiom è "del parere che gli obiettivi europei dell'agenda digitale - 100% di copertura con la banda ultralarga entro il 2020, l'Italia è oggi al 14%, la media europea è del 54% - non saranno raggiunti senza risolvere il nodo di Telecom Italia. - precisando - L'azienda, in questi anni, ha agito con l'unico obiettivo di fare cassa, per risanare il debito e produrre dividendi. Ha investito pochissimo nella manutenzione della rete e ancor meno nella banda larga, ricorrendo ad appalti al massimo ribasso che hanno decimato le aziende più qualificate e alimentato il lavoro irregolare. Ha fatto scelte tecnologiche con l'unica logica del risparmio, privilegiando i produttori di apparati più economici, provenienti dalla Cina. Il risultato di queste scelte, che non hanno giovato al paese e tanto meno ai lavoratori, è che tutte le aziende metalmeccaniche del comparto delle telecomunicazioni sono oggi in crisi e ogni giorno si disperdono competenze preziose a causa dei licenziamenti". Roberta Turi quindi chiarisce come "la vicenda di Telecom Italia è interesse generale del paese" ed è per questo "necessario garantire gli investimenti per realizzare la rete di nuova generazione, un servizio universale che consenta l'eliminazione del digital divide e la neutralità della rete, ovvero un pari accesso alla rete". La Fiom ritiene infatti che "queste condizioni possano essere raggiunte solo separando il soggetto che detiene la proprietà della rete a larga banda dai soggetti che la utilizzano per trasmettere contenuti e servizi e riportando al più presto la rete sotto il controllo pubblico".

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