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Taser elettrico a forze dell'ordine: nuova "scossa" alla sicurezza in Italia

Un emendamento al decreto Stadi apre le porte al Taser anche in Italia. La pistola in grado di tramortire il malcapitato che si trova di fronte al suo "raggio elettrico" sarà infatti usata in via sperimentale da Polizia e Carabinieri, che durante le manifestazioni pubbliche potranno munirsi anche di piccole telecamere, come approva anche il Garante della privacy.

Dopo lo spray al peperoncino, presto Polizia e Carabinieri potranno anche usare il Taser, la pistola in grado di tramortire il malcapitato che si trova di fronte al suo "raggio elettrico". In molti speravano che il taser non sarebbe mai approdato in Italia, anche per il timore che le forze dell'ordine possano "abusarne" credendo che la scarica elettrica in realtà non comporti alcun danno. Non sempre, però, è così. Fatto sta che le Commissioni congiunte Affari Costituzionali e Giustizia della Camera hanno approvato un emedamento al decreto Stadi che prevede appunto l'utilizzo in via sperimentale da parte delle forze dell'ordine della pistola elettrica Taser, a condizione che ciò avvenga di concerto con il Ministero della Salute. E' il promotore dell'emedamento, Gregorio Fontana di Forza Italia, ad assicurare sulla sicurezza del Taser: "La pistola elettrica Taser è un'arma di dissuasione non letale: essa produce una scarica elettrica che rende la persona colpita inoffensiva per alcuni secondi, sufficienti alle forze dell'ordine per arrestarla. Il suo utilizzo, pertanto, contribuisce sia a ridurre i rischi per l'incolumità personale degli agenti sia a ridimensionare drasticamente il numero delle vittime nelle operazioni di pubblica sicurezza, come dimostra l'esperienza di molti Paesi avanzati, tra cui gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia e la Svizzera". Amnesty International ha più volte in passato invitato però le forze di polizia ad "usare il Taser con parsimonia e solo da funzionari altamente qualificati", visto che nel mondo si sono già verificate delle morti a causa della sua scossa elettrica.

Polizia e Carabinieri potranno inoltre essere dotati nel corso di manifestazioni pubbliche anche di piccole telecamere "ma solo in caso di effettiva necessità" come precisa il Garante della privacy dando l'ok alle riprese video da parte delle forze dell'ordine in via sperimentale in quattro città: Torino, Milano, Roma e Napoli. Visto che le forze dell'ordine potranno con le telecamere applicate al gilet individuare i manifestanti che si trovano di fronte, qualcuno già auspica che tale "riconoscimento" possa essere reciproco, e rilancia la proposta di mettere un numero identificativo su ogni casco degli agenti in assetto antisommossa.

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