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Tarquinia: scoperta tomba straordinaria, ma mancano i soldi

Scoperta una tomba di eccezionale fattura, la più antica dipinta di Tarquinia, ma insieme ai festeggiamenti c'è anche una nota amara tutta italiana: mancano i soldi per proseguire gli scavi.

La scoperta è straordinaria e riporta alla cronaca l'antico popolo enigmatico degli Etruschi, ma insieme ai festeggiamenti c'è anche una nota amara tutta italiana.
In una zona conosciuta come della Doganaccia, nella necropoli etrusca di Tarquinia gli archeologi dell'Università di Torino e la soprintendenza archeologica dell'Etruria meridionale con a capo il noto archeologo professor Alessandro Mandolesi hanno riportato alla luce una grande tomba "a tumulo" che presenta nell'anticamera un intonaco in gesso alabastrino dipinto finemente e in ottimo stato di conservazione.
La tomba sembra essere di ispirazione orientale greco-omerica e potrebbe essere opera di artisti e architetti che provenivano dall'isola di Cipro.
L'intonaco dipinto, anch'esso realizzato con una tecnica greca, dovrebbe quindi risalire al VII secolo a.C. e sarebbe una delle più antiche decorazioni estrusche di Tarquinia finora scoperte, più antica anche di quella detta "delle pantere".
Il tumulo funerario sembra appartenere ad un importante dignitario della comunità etrusca, forse un nobile o un principe, e le speculazioni vorrebbero far appartenere il tumulo ad un parente stretto (addirittura il padre) del quinto re di Roma, Tarquinio Prisco.
Le indagini archeologiche sono state finanziate, come riporta l'ANSA, dall'Assessorato alla Cultura del Lazio, dal Comune di Tarquinia, con il contributo della Compagnia di San Paolo e del Gruppo Fondiaria-Sai con la partecipazione dell'associazione di volontariato "Fontana Antica".
La nota amara è che lo scavo non potrà essere continuato perché mancano i soldi. Come scrive "La Stampa" di Torino del 6 agosto, il professor Mandolesi dichiara con amarezza: "Questa storia, purtroppo, per adesso si ferma qua perché sono finiti i soldi. Per scavare la tomba e concludere l'indagine occorrerebbero 200 mila euro in quattro anni, ma con la metà potrei già fare moltissimo. Ma non c'è neppure questa modesta cifra".

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