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Tares: stangata di fine anno? Aumenti fino a 1.133 euro

Archiviata l'IMU, ecco che gli italiani cominciano a fare i conti (in tasca) con la Tares, visto che la nuova tassa sui rifiuti "rischia di tramutarsi in una vera e propria stangata, soprattutto per gli imprenditori", avverte la Cgia di Mestre.

Archiviato l'incubo dell' IMU, gli italiani cominciano a pensare al possibile aumento dell'IVA, previsto per ottobre, e soprattutto alla Tares, la tassa sui rifiuti che quest'anno va a sostituire la Tarsu o la Tia. In attesa della Service Tax, la Cgia di Mestre ha calcolato che la Tares, intanto, "rischia di tramutarsi in una vera e propria stangata, soprattutto per gli imprenditori". La Cgia di Mestre ha infatti calcolato che rispetto al 2012, gli aumenti medi stimati per l'anno in corso saranno molto pesanti, visto che per esempio su un capannone di 1.200 mq l'aggravio sarà di 1.133 euro (+22,7%), su un negozio di 70 mq (superficie media nazionale), l'asporto dei rifiuti costerà 98 euro in più (+19,7%) e su una abitazione civile di 114 mq (superficie media nazionale), l'applicazione della Tares comporterà un aumento di spesa di 73 euro (+29,1%).

La Cgia di Mestre spiega che tali aumenti sono dovuti al fatto che, prima di tutto, "la Tares dovrà assicurare un gettito in grado di coprire interamente il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, vincolo non previsto con l'applicazione della Tarsu". In base alle analisi effettuate dall'Associazione degli artigiani e della piccole imprese sui bilanci dei Comuni italiani (anno 2010), è emerso infatti che lo scostamento tra quanto incassato con la Tarsu/Tia e il costo del servizio di raccolta e smaltimento ammonta a circa 0,9 miliardi di euro, cifra addirittura sottostimata. In secondo luogo, a far lievitare il costo della Tarsu il fatto che è prevista per tutti gli immobili una maggiorazione pari a 30 centesimi al metro quadrato rispetto alla vecchia tassa per i rifiuti, con la quale si andranno a finanziare i servizi indivisibili dei Comuni (illuminazione pubblica, pulizia e manutenzione delle strade, etc.).

Il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi tuona: "Questa situazione rasenta il paradosso. - facendo notare - Con la crisi economica e il conseguente calo dei consumi, le famiglie e le imprese hanno prodotto meno rifiuti. Inoltre, grazie all'aumento della raccolta differenziata avvenuto in questi ultimi anni un po' in tutta Italia, il costo per lo smaltimento degli stessi è diminuito. Detto ciò, con meno rifiuti e con una spesa per lo smaltimento più contenuta tutti dovrebbero pagare meno. Invece, con la Tares subiremo un ulteriore aggravio della tassazione".

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