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Bertone: Papa non si lascia intimorire dagli attacchi mirati e feroci

Il cardinal Tarcisio Bertone interviene al Tg1 e ammette che quelli contro Papa Benedetto XVI sembrano essere "attacchi mirati, a volte anche feroci , dilanianti e organizzati", precisando però come il Pontefice "non si lascia certo intimorire". Anche perché accanto al Papa c'è tutta la Chiesa che gli infonde "coraggio", come il Santo Padre lo infonde ai fedeli.

Il VII Incontro Mondiale delle Famiglie è stata "una bella manifestazione di amore al Papa in questo momento particolare ed un atto di stima, perché Benedetto XVI è stato chiamato l'allenatore della grande squadra della Chiesa Universale per i campionati del III Millennio".
E' così che il cardinal Tarcisio Bertone descrive le giornate del Santo Padre a Milano, in una intervista del direttore del Tg1 Alberto Maccari.
Il cardinal Bertone insiste sul fatto che "Benedetto XVI ha avuto una standing ovation che nessun allenatore, nessun giocatore, nessun protagonista della vita sociale ed artistica ha mai avuto", rivelando come il Papa fosse per questo "contento ed anche molto commosso".
Il Segretario di Stato Vaticano ricorda inoltre come a Milano il Santo Padre "ha lanciato anche degli strumenti concreti, di solidarietà, di gemellaggio, tra famiglie, tra parrocchie, tra comunità, tra città".
Rispondendo infatti alle domande di alcune famiglie, nel corso della Festa delle testimonianze, Papa Ratzinger ha spiegato che "forse gemellaggi tra città, tra famiglie, tra parrocchie, potrebbero aiutare - chiarendo - Noi abbiamo in Europa, adesso, una rete di gemellaggi, ma sono scambi culturali, certo molto buoni e molto utili, ma forse ci vogliono gemellaggi in altro senso: che realmente una famiglia dell'Occidente, dell'Italia, della Germania, della Francia... assuma la responsabilità di aiutare un'altra famiglia. Così anche le parrocchie, le città: che realmente assumano responsabilità, aiutino in senso concreto".
Al centro dell'intervento di Bertone al Tg1, naturalmente, l'inchiesta sui cosiddetti "corvi", che ha portato all'arresto di Paolo Gabriele , aiutante di camera di Benedetto XVI, accusato di aver trafugato la corrispondenza privata del Pontefice.
Bertone sottolinea quindi che "la trasparenza è un fatto di impegno, un fatto di solidarietà gli uni con gli altri, di fiducia" e che quindi non può tradursi come "un atto di cinismo" perché "non basta venire a conoscenza di alcuni argomenti e pubblicare documenti parziali per conoscere la piena verità sui fatti".
Il cardinal Tarcisio Bertone spiega come "le chiarificazioni sono frutto di un lavoro di dialogo, di rapporti personali, anche di conversione del cuore, che non risultano semplicemente dalle carte o dalla burocrazia - precisando - Le carte sono importanti, ma i rapporti personali sono molto più importanti".
Bertone evidenzia quindi che "ciò che c'è di più triste in questi eventi è la violazione della privacy del Santo Padre e dei suoi più stretti collaboratori" ma precisa anche che "questi non sono stati e non sono giorni di divisione ma di unità, sono giorni di forza nella fede e di serenità anche nelle decisioni" perché questo è proprio "il momento della coesione di tutti coloro che vogliono servire veramente la Chiesa".
Il cardinal Tarcisio Bertone comprende come quelli rivolti a Benedetto XVI sono "attacchi strumentali", e pur ammettendo che questi "ci sono sempre stati in tutti i tempi" questa volta, però, "sembra che siano attacchi più mirati, a volte anche feroci, dilanianti e organizzati".
Ma Bertone, spesso descritto dai "corvi" e da chi ascolta il loro gracchiare come "la rovina della Chiesa", citando Famiglia Cristiana nell'articolo "Corvi in Vaticano, avvoltoi fuori" , ci tiene a sottolineare "il fatto che Benedetto XVI, come tutti sanno, è un uomo mite, di grande fede e di grande preghiera" e che "non si lascia certo intimorire dagli attacchi, di qualsiasi genere, e anche dalle dure incrostazioni dei pregiudizi".
"Chi gli è vicino e lavora al suo fianco - aggiunge Bertone - è sostenuto da questa grande forza morale del Papa".
Per questo il cardinal Bertone ricorda una parola che Papa Benedetto XVI ha ripetuto tante volte, anche prima di ripartire dal cortile dell'arcivescovado di Milano, e cioè "la parola coraggio".
Il Segretario di Stato Vaticano chiede quindi a tutti di "interiorizzare" questa parola, "accanto al Papa e sotto la guida del Papa", perché Benedetto XVI l'esortazione coraggio "l'ha detta agli altri, l'ha detta ai giovani, l'ha detto alle autorità, lo ha detto ai terremotati e lo dice a tutta la Chiesa".

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