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TTIP: governo mette segreto di Stato: chi ne parla carcere fino a 3 anni

Il TTIP è da pochi giorni consultabile (solo dai parlamentari) in una sala di lettura blindata presso il Ministero dello Sviluppo Economico, ma chi ne parla in Italia rischia il carcere fino a 3 anni perché il governo ha messo il segreto di Stato sul Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti. Nel 2015, inoltre, Matteo Renzi ha emanato un decreto "per tutelare maggiormente il segreto di Stato e delle informazioni classificate" come ricorda il senatore di Forza Italia Lucio Malan.

Il TTIP (Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti) è da pochi giorni consultabile (solo dai parlamentari) in una sala di lettura blindata presso il Ministero dello Sviluppo Economico, all'interno della quale si può portare al massimo una penna e un dizionario per tradurre i testi dall'inglese.

Non deve infatti trarre in inganno il fatto che il testo sul TTIP sia diventato in qualche maniera "pubblico". Ogni diffusione di notizia in merito, almeno in Italia, verrà infatti severamente punita con il carcere. Come sottolinea in una nota il senatore di Forza Italia Lucio Malan che ha visionato questa mattina la documentazione sul TTIP, il trattato infatti è "coperto dal segreto di Stato, la violazione del quale ti porta in carcere da sei mesi a tre anni". "Un'assurdità, - denuncia l'esponente forzista - che fa passare in secondo piano il contenuto, del quale, peraltro, non si può parlare".

"Nei sessanta minuti a disposizione per visionare un migliaio di pagine non si possono certo esaminare i dettagli, ma risulta evidente la sproporzione tra le cose che si leggono e il segreto di Stato. - precisa infatti il parlamentare - Credo che una vera trasparenza non potrebbe che giovare a tutti, a cominciare dagli aspetti positivi contenuti in queste ipotesi di trattato: è normale che ci sia diffidenza su qualcosa di cui non si possono conoscere i dettagli. Chi acquisterebbe una casa o un'auto se i termini del contratto fossero segreti? Scatterebbe subito il sospetto di fregatura".

"Senza segreto, si potrebbe parlare tranquillamente di quegli argomenti, analizzando i dettagli, nei quali potrebbero nascondersi aspetti problematici e si eviterebbe il timore possano poi essere prese decisioni ancora più importanti con medesime procedure, cioè segreto e decisioni prese in riunioni di cui non si conoscono neppure i partecipanti. - prosegue Malan - Appare chiaro, peraltro, che la posizione più irragionevole è quella che il presidente Matteo Renzi ha preso a nome dell'Italia, garantendo, fin dal 2014, l'appoggio incondizionato al TTIP".

"Proprio oggi dal Financial Times apprendiamo che ci sono forti resistenze sia in Europa, sia negli USA, dove né Hillary ClintonDonald Trump manifestano entusiasmo al riguardo. - specifica infatti - Questo appoggio incondizionato ha un solo effetto: togliere all'Italia qualsiasi peso nelle trattative".

Malan rivela inoltre: "Ho appreso peraltro che il 6 novembre 2015 il presidente Renzi ha ritenuto di emanare un decreto di ben 84 articoli proprio per tutelare maggiormente il segreto di Stato e delle informazioni classificate e a diffusione esclusiva. Era proprio necessario? - domanda infine - Ritengo che ampliare gli scambi commerciali con una grande nazione come gli USA sia importante, ma proprio per questo non può essere fatto senza trasparenza, senza attenzione ai dettagli e agli interessi italiani particolari."

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