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TTIP Leaks: i documenti segreti sono su internet. Tutti i rischi per l'ambiente e la salute

Mentre il governo Renzi non sembra intenzionato ad aprire le sale di lettura sul TTIP, Greenpeace Olanda pubblica oggi sul sito internet TTIP Leaks parte dei testi negoziali del Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti. "Con questi negoziati segreti rischiamo di perdere i progressi acquisiti con grandi sacrifici nella tutela ambientale e nella salute pubblica" avverte Greenpeace.

Mentre il governo Renzi non sembra intenzionato ad aprire le sale di lettura sul TTIP, Greenpeace Olanda pubblica oggi sul sito internet TTIP Leaks parte dei testi negoziali del Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti affinché venga garantita la necessaria trasparenza e venga promosso un dibattito informato su un trattato di cui troppo poco si discute in Italia e che interessa quasi un miliardo di persone, tra Unione europea e USA. Per la prima volta quindi, i cittadini europei possono confrontare le posizioni negoziali dell'UE e degli USA.

"I documenti pubblicati da Greenpeace Olanda constano di 248 pagine in un linguaggio legale tecnicamente complesso: 13 capitoli di 'testo consolidato' del TTIP più una nota interna dell'UE sullo stato del negoziato (Tactical State of Play of TTIP Negotiations – March 2016). Greenpeace Olanda ha lavorato assieme al rinomato network di ricerca tedesco di NDR, WDR and Súddeutscher Zeitung. Fino ad ora i rappresentanti eletti avevano potuto vedere parte di questi documenti in stanze di sicurezza, con guardie, senza consulenti esperti e senza poterne discutere con nessuno. Con questa pubblicazione, milioni di cittadini hanno la possibilità di verificare l'operato dei propri governi e discuterne con i loro rappresentanti" viene sottolineato.

"Questi documenti svelano che noi e la società civile avevamo ragione a essere preoccupati: con questi negoziati segreti rischiamo di perdere i progressi acquisiti con grandi sacrifici nella tutela ambientale e nella salute pubblica!" denuncia Greenpeace Italia che mette in evidenza "quattro gli aspetti seriamente preoccupanti" del TTIP dal punto di vista della protezione dell'ambiente e dei consumatori, qui di seguito elecante come riportato in una nota dall'associazione ambientalista.

- Tutele ambientali acquisite da tempo sembra siano sparite: nessuno dei capitoli che abbiamo visto fa alcun riferimento alla regola delle Eccezioni Generali (General Exceptions). Questa regola, stabilita quasi 70 anni fa, compresa negli accordi GATT (General Agreement on Tariffs and Trade) della World Trade Organisation (WTO – in italiano anche Organizzazione Mondiale per il Commercio, OMC) permette agli Stati di regolare il commercio "per proteggere la vita o la salute umana, animale o delle piante" o per "la conservazione delle risorse naturali esauribili". L'omissione di questa regola suggerisce che entrambe le parti stiano creando un regime che antepone il profitto alla vita e alla salute umana, degli animali e delle piante.

- La protezione del clima sarà più difficile con il TTIP: gli Accordi sul Clima di Parigi chiariscono un punto: dobbiamo mantenere l'aumento delle temperature sotto 1,5 gradi centigradi per evitare una crisi climatica che colpirà milioni di persone in tutto il mondo. Il commercio non dovrebbe essere escluso dalle azioni sul clima. Ma non c'è alcun riferimento alla protezione del clima nei testi ottenuti.

- La fine del principio di precauzione: il principio di precauzione, inglobato nel Trattato UE, non è menzionato nei capitoli sulla "Cooperazione Regolatoria", né in nessuno degli altri 12 capitoli ottenuti. D'altra parte, la richiesta USA per un approccio "basato sui rischi" che si propone di gestire le sostanze pericolose piuttosto che evitarle, è evidente in vari capitoli. Questo approccio mina le capacità del legislatore di definire misure preventive, per esempio rispetto a sostanze controverse come le sostanze chimiche note quali interferenti endocrine (c.d. hormone disruptors).

- Porte aperte all'ingerenza dell'industria e delle multinazionali: mentre le proposte contenute nei documenti pubblicati minacciano la protezione dell'ambiente e dei consumatori, il grande business ha quello che vuole. Le grandi aziende ottengono garanzie sulla possibilità di partecipare ai processi decisionali, fin dalle prime fasi.

"Chi ha cura delle questioni ambientali, del benessere degli animali, dei diritti dei lavoratori o della privacy su internet dovrebbe essere preoccupato per quel che c'è in questi documenti. Il TTIP, si svela per ciò che davvero è: un grande trasferimento di poteri democratici dai cittadini al grande business" denuncia Greenpeace che ricorda la grande manifestazione nazionale a Roma StopTTIP in programma il 7 maggio 2016.

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