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Parlamento UE boccerà TISA se impedirà a Stati membri di tutelare interesse pubblico

Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che vincola di fatto la Commissione UE a rispettare alcune indicazioni sul TISA (l'Accordo sugli scambi di servizi). GLi eurodeputati chiedono infatti il TISA non forzi l'Unione europea, le autorità nazionali e locali ad aprire i servizi pubblici alla concorrenza, ovvero non limiti il loro diritto di regolamentare nell'interesse pubblico.

Il Parlamento europeo ha chiesto, nelle raccomandazioni approvate mercoledì 3 febbraio, che i negoziati in corso sull'Accordo sugli scambi di servizi (TISA) tra i Paesi che rappresentano il 70% del commercio globale nel settore dei servizi, si concludano con un accordo che faciliti l'accesso delle imprese UE ai mercati internazionali, ma che non forzi l'Unione europea, le autorità nazionali e locali ad aprire i servizi pubblici alla concorrenza, ovvero non limiti il loro diritto di regolamentare nell'interesse pubblico. La risoluzione è stata approvata con 532 voti, 131 contrari e 36 astenuti.

TISA è un accordo in corso di negoziazione tra 23 membri dell'OMC (Organizzazione mondiale del commercio), tra cui l'Unione europea, che vogliono liberalizzare ulteriormente il commercio dei servizi tra loro. Con questa risoluzione gli eurodeputati intendono garantire che l'accordo non impedisca alle autorità dell'Unione europea e degli Stati membri di legiferare nell'interesse pubblico, in particolare in materia di occupazione e protezione dei dati.

"Ieri, la Commissione europea aveva un assegno in bianco. Oggi, è vincolata a un chiaro mandato parlamentare. Se le nostre raccomandazioni saranno rispettate, allora TISA garantirà più diritti ai nostri cittadini in Europa e rimuoverà alcuni ostacoli per le nostre società all'estero. In caso contrario, il Parlamento non esiterà a porre il veto a quest'accordo" assicura Viviane Reding (PPE, LU), la relatrice della risoluzione.
La Commissione europea sta negoziando in nome dell'Unione europea, guidata dagli Stati membri, mentre l'accordo finale deve essere approvato dal Parlamento europeo e gli Stati membri. Senza questa approvazione, l'accordo non può entrare in vigore. Una volta che il testo sul TISA sarà concluso, il Parlamento potrà approvarlo o respingerlo, senza avere la possibilità di modificarlo.

"Non vogliamo che il TISA possa minare i servizi pubblici, la cultura, le leggi sul lavoro o le norme ambientali, la tutela dei consumatori, la protezione dei dati, in altre parole, il nostro modo di vivere in Europa. - sottolinea Reding - I nostri standard non possono essere modificati da un accordo commerciale".

In particolare, i deputati europei hanno stabilito delle aree che devono essere escluse dai negoziati sul TISA quali:
- i servizi pubblici UE, come l'istruzione, la sanità, i servizi sociali, il sistema di sicurezza sociale e i servizi audiovisivi;
- la protezione dei dati dei cittadini UE deve essere aggiornata agli standard attuali e futuri;
- l'UE dovrebbe accettare solo i lavoratori stranieri altamente qualificati, sotto contratto e per un periodo di tempo strettamente limitato;
- il diritto dell'UE, dei legislatori nazionali e locali di legiferare nell'interesse pubblico deve essere protetto adeguatamente, poiché dovrebbero avere il diritto di cambiare idea e, se lo desiderano, rinazionalizzare i servizi che sono stati precedentemente aperti alla concorrenza privata;
- includere una clausola di revisione che consenta ad una parte di recedere dall'accordo oppure di sospendere gli impegni sulla liberalizzazione di un servizio, in caso di violazione delle norme del lavoro e di quelle sociali.

Inoltre la risoluzione chiede, per proteggere le imprese UE da una concorrenza sleale all'estero:
- reciprocità nell'accesso al mercato, poiché i servizi UE sono già aperti alla concorrenza straniera rispetto a quelli dei suoi partner. In particolare, l'accesso dovrebbe essere ricercato negli appalti pubblici internazionali, nelle telecomunicazioni, nei trasporti e nei servizi finanziari e digitali;
- di arginare le pratiche restrittive dei Paesi terzi nei confronti delle società UE, come la localizzazione forzata dei dati o le limitazioni alla presenza di capitali stranieri;
- meno procedure burocratiche per le PMI, che sono prive di risorse umane e finanziarie necessarie per farsi strada tra le norme del commercio internazionale.

Infine, il Parlamento europeo sostiene la richiesta della Cina di aderire ai negoziati TISA e invita la Commissione europea a fornire schede informative per il pubblico, spiegando ogni parte dell'accordo, e pubblicare anche resoconti fattuali per ogni ciclo di negoziazione sul sito web Europa.

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