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Val di Susa, No TAV: occupazione militare vìola convenzione di Aarhus

I "No TAV", ovvero la popolazione della Val di Susa è stata "gasata" come dice Sonia Alfano "da oltre 2000 uomini delle forze dell'ordine". L'azione del Governo italiano quindi, secondo la parlamentare europea, violerebbe la convenzione di Aarhus, sancita in Danimarca il 25 Giugno 1998.

Le forze dell'ordine hanno consegnato alle ditte appaltatrici il cantiere della Maddalena di Chiomonte. Il Ministro dell'Interno Roberto Maroni, esponente di spicco della Lega Nord, ha commentato con soddisfazione il comportamento delle forze dell'ordine: "E' andata bene, è stato aperto il cantiere, le forze dell'ordine si sono comportate molto bene". La "Libera Repubblica della Maddalena" come l'avevano ribattezzata i "No TAV" è stata distrutta, le ruspe delle forze dell'ordine e una gigantesca "pinza" meccanica, che sembrava uscita da un angosciante cartone giapponese degli anni '80, insieme a innumerevoli lanci di lacrimogeni, hanno avuto la meglio sui cittadini della Val Susa. L'espugnazione della "zona protetta" è sostanzialmente avvenuta grazie ai gas lacrimogeni che causano "una forte lacrimazione e bruciore, difficoltà a tenere gli occhi aperti, tosse, difficoltà respiratorie e a volte vomito" come scrive Wikipedia (http://is.gd/2WeW8J) mentre alcuni manifestanti hanno risposto con i sassi, anche se è da sottolineare che la stragrande maggioranza dei "No TAV" ha scelto, come sempre, la via della nonviolenza. Tra gli altri è da segnalare il coraggio del noto pacifista Turi Vaccaro che ha cercato a petto nudo di fermare la gigantesca "pinza", in stile Tienanmen, ma è stato fermato immediatamente dai poliziotti (qui il video http://is.gd/UbJHeV). La "battaglia" tra cittadini e Stato ha prodotto almeno una cinquantina di feriti e moltissimi intossicati. Amarezza in tutta Italia sul pesante uso della forza e sul fatto che i cittadini, a colpi di manganello e di lacrimogeni, possano infine perdere la serenità di esercitare il proprio diritto a manifestare e a proteggere l'ambiente ed il territorio. L'episodio dei Pastori Sardi a Civitavecchia, evidentemente, non ha insegnato niente (http://is.gd/nTGz2K). Molti hanno pensato anche che cosa sarebbe successo di fronte all'apertura dei cantieri di una delle centrali nucleari che il governo intendeva costruire. Tutta la cronaca è stata documentata da radio Blackout in diretta (radioblackout.org), mentre su Twitter ogni mossa della Polizia era descritta dagli attivisti. Migliaia di fotografie e centinaia di video in rete testimoniano la determinazione e la strategia che è stata usata per abbattere ogni avamposto dei cittadini. Il Gruppo Consiliare regionale piemontese del MoVimento Cinque Stelle condanna fermamente la vicenda: "Il lancio di lacrimogeni , da due differenti lati, l'uso coatto di ruspe per la rimozione del materiale con il quale è stata costruita una barriera a difesa del territorio, vedere centinaia di manifestanti rifugiarsi nei boschi, donne, ragazzi, uomini con i conati di vomito - taluni svenuti - ed accecati dal gas, è un altro, palese, segno di mancanza di democrazia: non può essere la volontà di questa classe politica a decidere, a colpi di manganello, le sorti di migliaia di cittadini che, da oltre vent'anni, avevano chiaramente espresso il loro 'no', in maniera forte e decisa, verso il TAV". Ma il MoVimento Cinque Stelle sottolinea anche "il fitto lancio di lacrimogeni contro gli amministratori nel così detto 'punto nodale' della Libera Repubblica della Maddalena, il piazzale dell'Ecomuseo" mentre ancora stavano trattando, e con le mani alzate, (con il contributo degli avvocati di LegalTeamEuropa) "le modalità di consegna dell'area". Ma a parte le condanne politiche e delle organizzazioni nonviolente, alcuni si chiedono quanto sia "legale" l'azione di forza del Governo Italiano contro un gruppo di cittadini e istituzioni locali mossi a difesa del proprio territorio. E' Sonia Alfano, parlamentare europea e membro della commissione "LIBE - Libertà civili, giustizia e affari interni" a fare chiarezza sulla vicenda, affermando: "Da questa mattina oltre 2000 uomini delle forze dell'ordine stanno gasando con lacrimogeni la popolazione della Val di Susa mentre le ruspe, scortate, abbattono le loro barricate. Quanto accade viola palesemente la convenzione di Aarhus, ratificata con decisione del Consiglio 2005-370-CE, che stabilisce i principi della partecipazione dei cittadini al processo decisionale anche e soprattutto quando si tratta di grandi opere sul territorio". La convenzione di Aarhus infatti stabilisce, come riporta anche PeaceLink (da cui è possibile scaricare la convenzione http://is.gd/UxhCnC) "il principio che il cittadino ha diritto ad essere informato; ha diritto a partecipare; ha diritto ad essere coinvolto e consultato nelle scelte ambientali che lo riguardano e che toccano la salute e l'ambiente". Qui invece la pagina dell'Unione Europea con una spiegazione dettagliata e una sintesi esplicativa molto interessante (http://is.gd/GagWZp). E Sonia Alfano sottolinea: "Alla base della convenzione c'è il dato imprescindibile che debba essere sempre e comunque tenuto in considerazione il parere dei cittadini; in Val di Susa ciò è stato sempre e costantemente violato. Nessuno vuole quell'opera, eccetto i poteri forti dell'imprenditoria e della politica, di destra e di sinistra".

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