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TAV: "interesse strategico nazionale", scatta art. 682 codice penale

Con il ddl stabilità la Torino Lione sarà un'area di "interesse strategico nazionale" e chiunque si introdurrà al suo interno sarà punito con l'applicazione l'articolo 682 del codice penale, cioè da "da tre mesi ad un anno e ammenda". Il passo per la "militarizzazione" della TAV è compiuto, e forse non soltanto per la Torino-Lione.

Arriva il maxiemendamento del governo, dove all'interno c'è di tutto e di più, si va infatti dai nuovi provvedimenti sulle pensioni agli aumenti delle accise sulla benzina. Ma nell'elenco fatto da Tremonti per illustrare ciò che rappresenta l'"anima" del "ddl stabilità", spunta nel maxiemendamento anche la TAV, la tratta Torino-Lione, per la precisione. Come alcuni temevano da tempo, la Torino-Lione diventerà a tutti gli "effetti" una sorta di "zona militare" dato che ricadrà sotto l'articolo del codice penale che punisce l'ingresso "ove l'accesso è vietato nell'interesse militare dello Stato". Sintetizza l'Adnkronos: "TAV: Le aree interessate alla realizzazione della Torino-Lione sono di interesse strategico nazionale. Chi vi si introduce sarà punito a norma dell'articolo 682 del codice penale: arresto da tre mesi ad un anno e ammenda" (http://is.gd/iI3xRq). L'articolo 682 del codice penale "Ingresso arbitrario in luoghi, ove l'accesso è vietato nell'interesse militare dello Stato" infatti recita: "Chiunque si introduce in luoghi, nei quali l'accesso è vietato nell'interesse militare dello Stato, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l'arresto da tre mesi a un anno, ovvero con l'ammenda da cinquantuno euro a trecentonove euro". La "militarizzazione" della Val di Susa quindi, continuamente denunciata dai NO TAV e stigmatizzata da alcuni politici ("Val di Susa, No TAV: occupazione militare vìola convenzione di Aarhus" http://is.gd/E3NZ5f) diventa quindi "ufficiale", almeno per gli "effetti" che potrà produrre sulle nuove manifestazioni di protesta. Rimane comunque un altro dubbio, dato che ancora non si conosce il testo definitivo del maxiemendamento. Ancora infatti non si comprende se "tutti" i lughi che lo Stato riterrà "strategici" per le "grandi opere" (o anche molto "piccole", come i "tralicci" e antenne varie) diventeranno soggette all'articolo 682 del codice penale. Se questo avvenisse, riflettono in molti, anche i movimenti di cittadini che si battono per proteggere altre terre da nuove "servitù militari" o da complessi industriali "civili" (inceneritori, discariche, "turbogas", ecc.), potrebbero rischiare il carcere per il solo fatto di aver oltrepassato un "perimetro" o, semplicemente una "porta" (infatti il codice penale non parla di "zone" ma di "luoghi"). Che cosa si rischierà quindi, si immagina, a proteggere i luoghi incontaminati della Sardegna come fanno i comitati "No Radar" (http://is.gd/61rj0u)? Che cosa pagheranno i cittadini per difendere la propria salute e l'integrità ambientale della splendida Niscemi in Sicilia, minacciata dalle antenne del "MUOStro" (MUOS - Mobile User Objective System) delle forze armate statunitensi? (http://is.gd/PH4stV). Ci sarà comunque in tempo di discutere, penserà qualcuno, il maxiemendamento non è ancora legge, ci sarà un dibattito parlamentare, qualcuno si muoverà. E invece no. Come riporta sempre l'agenzia Adnkronos: "Maggioranza e opposizione (Pd, Idv e Udc) hanno stabilito di ritirare tutti gli emendamenti sul testo al Senato". Sembra infatti che "il tutto" verrà approvato entro il weekend. Per il bene del Paese, ovviamente. Forse a qualcuno sarà già venuta in mente la battuta dell'On. Giuseppe Tritoni (Ugo Tognazzi) nel famoso film di Monicelli: "C'è un grande passato nel nostro futuro".

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