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TAV: iniziati espropri. NO TAV Luca Abbà cade da traliccio, grave

Gli espropri dei terreni in Val Susa sono cominciati, e uno dei leader del movimento NO TAV, nonché proprietario di uno di questi terreni, è caduto da un traliccio dell'alta tensione per evitare l'allargamento del "cantiere che non c'è" di Chiomonte. E' grave, con ustioni e fratture.

"Siamo alla vigilia delle prime azioni davvero invasive, quelle che porteranno agli espropri. Ora andremo a togliere i terreni, che peraltro sono stati venduti a centinaia di acquirenti, aumentando i destinatari delle notifiche e del dissenso" diceva il 22 febbraio il capo della polizia, Antonio Manganelli. L'esproprio è iniziato questa mattina, e per poco non c'è stato quel "morto" evocato solo pochi mesi fa.
Luca Abbà, leader storico NO TAV, è caduto da un traliccio dell'alta tensione, sul quale era salito per evitare lo sgombero della baita Clarea, in Val Susa, dove questa mattina a sorpresa e senza alcun tipo di comunicazione sono iniziati i lavori di allargamento del "cantiere che non c'è" (http://is.gd/neYCFm) di Chiomonte, all'interno del quale dovrebbero iniziare i lavori della Torino-Lione. Ma l'ordinanza prefettizia (http://is.gd/9FNGEj) che consente di allargare l'area di cantiere è "illegittima e viola i dettami indicati dalla Corte Costituzionale che limita l'utilizzo di questo potere" spiega subito l'avvocato Massimo Bongiovanni, uno dei legali del movimento NO TAV. assicurando che l'ordinanza verrà impugnata perché "è stata seguita da un'occupazione che non ha alcuna autorizzazione".
Leader dei NO TAV ma anche proprietario di uno dei terreni che gli agenti devono espropriare, Luca Abbà è corso non appena ha cominciato a capire la situazione, riuscendo a sfuggire ai controlli della polizia arrampicandosi su un traliccio dell'alta tensione. "C'è un dispiegamento di poliziotti in assetto antisommossa intorno alla baita" racconta pochi minuti prima dell'incidente Luca Abbà a Radio Black out, in diretta, spiegando che appena giunto sul posto si è "immediatamente arrampiacato sul traliccio", aggiungendo: "Adesso stanno salendo per venirmi a prendere".
"Io sono sul traliccio proprio di fronte alla baita, sono riuscito a sfuggire ai controlli e mi sto arrampicando. Si stanno organizzando per salire sulle corde" continua Luca Abbà in diretta radio, e poi rivolgendosi agli agenti che come racconta si stavano per arrampicare per farlo scendere grida: "Sono pronto e disponibile ad appendermi ai fili della corrente se non la smettete, ok?".
Poi continuando a parlare con Radio Black out spiega: "Adesso vediamo come si evolve, è tranquilla, non ci sono tensioni, però c'è un dispiegamento eccezionale, io sono qua aggrappato, sono riuscito a svicolare da decine di poliziotti che mi guardavano attoniti, e c'è lo fatta a salire sotto il loro naso un'altra volta".
"Sono qua a 10 metri di altezza, all'altezza dei cavi elettrici, vedo sotto i rocciatori che si stanno preparando con le corde, vediamo un po' quanto riesco a resistere" continua Luca Abbà, invitando tutti gli abitanti della Val Susa a raggiungerlo "per far pressione, perché è ancora gestibile, e quindi se dovessero venire qua decine, centinaia di persone non sarebbe male", aggiunge.
"Adesso stacco perché sta salendo un rocciatore e devo attrezzarmi per difendermi" afferma Luca Abbà pochi istanti prima dell'incidente, mentre il saluto dello speacker era stato proprio: "Non ti fare male, ciao Luca".
Ma purtroppo Luca si è fatto molto male. "I soccorsi sono stati lentissimi e tardissimi", denuncia Alberto Perino, leader del movimento NO TAV. Luca Abbà è stato trasportato al Cto di Torino ed è attualmente in coma farmacologico e presenta, come spiega il direttore del Dea del Cto, Maurizio Berardino, "un trauma da precipitazione e un trauma cranico, un focolaio contusivo occipitale, ovvero un livido nel cervello". I medici spiegano che la situazione di Luca Abbà è grave anche se è ancora presto per capire i danni che potrebbe aver provocato la scarica elettrica, che probabilmente è "entrata nel braccio destro e uscita dalla gamba destra". Oltre a ustioni gravi da folgorazione, sono state anche "diagnosticate lesioni al torace, un pneumotorace al polmone sinistro, una frattura dorsale composta e una contusione renale". Il Comitato NO TAV Torino rassicura per fortuna che comunque Luca Abbà "non è in pericolo di vita" ma "ha fratture multiple di costole e sterno con emorragie interne controllate e drenate, i danni ad un polmone e un rene non richiedono per ora l'intervento chirurgico, la prognosi resta ancora riservata per l'attività mio-elettrica del cuore e la funzionalità renale, monitorate per le possibili conseguenze della folgorazione".
Davanti all'ospedale è stata organizzata una veglia di preghiera dal gruppo "Cattolici per la vita in Valle" mentre in tutta Italia sono stati e si stanno organizzando presidi NO TAV.
La solidarietà dal mondo politico e delle istituzione appare inesistente, mentre Beppe Grillo si chiede: "In un momento così disastrato con questi 22 miliardi, che è quanto verrebbe a costare l'opera, potremmo finanziarci la banda larga, potremmo finanziare la Rete, fare progetti di sviluppo. Dare lavoro a piccole e medie imprese. Perché fanno queste cose qui? È il momento di capire, capire! Perché dopo la TAV ci saranno il terzo valico, le gronde, il ponte sullo Stretto. Opere faraoniche per il rilancio della crescita. Non c'è crescita in questo settore. La crescita è dell'intelligenza".
Nonostante la Procura di Torino abbia aperto una inchiesta sull'incidente, e nonostante la tragedia, sembra che i lavori di ampliamento del cantiere di Chiomonte stanno proseguendo.
Forza Luca.

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