le notizie che fanno testo, dal 2010

Ponte sullo Stretto crolla alla Camera. Governo: "norma non cancella"

IDV batte Governo e fa "crollare" il Ponte sullo Stretto alla Camera. Ma il Governo il giorno dopo precisa: "la mozione approvata ieri dalla Camera non cancella la realizzazione del Ponte sullo Stretto". Ma i soldi sono tanti, la crisi è grave, e molti già pensano che il prossimo stop potrebbe riguardare la TAV.

Il Ponte sullo stretto non si farà più. Anzi si farà. Ma anche no. Il famoso ponte che da decenni si progetta per collegare la Sicilia alla penisola, incubo degli ambientalisti e di tutti i cittadini che ormai erano "vicini" a vedersi "espropriare" le terre che sarebbero state invase da cantieri e, pensava già qualcuno, proprio come in Val di Susa, dal classico "recinto militarizzato" (tipico dei cantieri del "mondo nuovo"), sembra proprio che non si farà, anche se il Governo non sembra cedere. L'Italia dei Valori il 27 ottobre è riuscita a far approvare alla Camera una sua mozione che impegna il governo alla "soppressione dei finanziamenti" previsti per la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Commenta l'IDV: "Complice la debolezza del governo il testo è passato con il suo parere favorevole. L'esecutivo, evidentemente, ha temuto di andare nuovamente sotto nel caso avesse espresso parere contrario. Un bel triplo salto mortale, se si pensa che non più tardi di una settimana fa, il ministro delle infrastrutture, Altero Mattioli aveva definito l'opera 'una priorità essenziale per lo sviluppo del sistema dei trasporti dell'Italia'" (http://is.gd/ZA0KDg). Massimo Donadi, presidente dei deputati Idv afferma: "Siamo molto soddisfatti per l'accoglimento della nostra mozione sui trasporti che impegna il governo a sopprimere il finanziamento del ponte sullo Stretto di Messina e destinarlo al trasporto pubblico locale". "In un momento di grave crisi economica come questo e di fronte agli indiscriminati tagli compiuti dal governo è prioritario mettere i diritti dei cittadini contribuenti al primo posto", dice ancora Donadi, concludendo: "Abbiamo contribuito a far vincere, per una volta, il buon senso. Ora ci auguriamo che il Governo mantenga fede agli impegni assunti". Ma il Governo, a breve giro di posta raffredda gli entusiasmi dato che scrive in un una nota: "La Presidenza del Consiglio precisa che la mozione approvata ieri dalla Camera non cancella la realizzazione del Ponte sullo Stretto. L'opera, infatti, è solo in parte finanziata dall'intervento pubblico. L'onere complessivo dell'infrastruttura prevede anche la partecipazione di capitale privato, l'utilizzo di Fondi strutturali e di altre fonti". Pare di capire quindi che anche se il "crollo" del Ponte sullo Stretto alla Camera c'è stato, per il Governo le conclusioni politiche dell'IDV sarebbero campate (non c'è forse verbo più azzeccato) in aria. Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, appena appresa la notizia dello stop del ponte sullo Stretto di Messina ricordava una cifra economica che però sembra molto difficile da reperire senza intervento pubblico, anche con tutta la volontà politica del Governo. "In un momento così difficile – ha affermato Cogliati Dezza -, sarebbe assurdo pensare di spendere quasi 2 miliardi di euro per avviare un'opera inutile quanto costosa. Bene sarebbe ora occuparsi di problemi reali, a partire dal recuperare la cifra di circa 1,4 miliardi di euro necessari per permettere ai pendolari di continuare a muoversi in treno anche nel 2012". E se il Ponte sullo Stretto non si farà, anche la TAV potrebbe essere in pericolo, dati gli enormi costi che il movimento NO TAV, proprio nell'ultima manifestazione, ha spiegato con un suo manifesto: "Il TAV Torino-Lione costerà almeno 40 miliardi di lire (5.000 euro al centimetro). 4 cm di TAV = 1 anno di pensione. 3 metri di TAV = 1 scuola materna 4 sezioni. 500 metri di TAV = 1 ospedale da 1200 posti, 226 ambulatori, 36 sale operatorie" (qui il volantino NO TAV completo http://is.gd/hjiFup).

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: