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No TAV: "massacrato a colpi di maganelli". Dov'è la netta condanna?

Politica e media sono stati unanimi nel condannare quei gruppi più violenti che hanno agito durante la manifestazione No TAV in Val di Susa, ma gli stessi non sembrano aver invece prestato la stessa attenzione, per esempio, nel commentare quei presunti episodi di violenza che sarebbero stati commessi dalle forze dell'ordine.

Mentre il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il giorno dopo la manifestazione in Val di Susa dei No TAV, incontra "l'architetto Mario Virano, commissario straordinario del Governo per l'asse ferroviario Torino-Lione, e presidente del relativo Osservatorio", il ministro dell'Interno Roberto Maroni, durante una conferenza stampa a Milano, si augura che in merito agli scontri avvenuti attorno al cantiere Chiomonte "la magistratura vada fino in fondo" dicendosi d'accordo "con quei commentatori che oggi sostengono che si possa contestare il tentato omicidio perché chi utilizza molotov con ammoniaca significa che attenta alla vita di poliziotti e carabinieri". "Ieri - continua Maroni - c'è chi ha cercato di ammazzare carabinieri e poliziotti che altro non facevano che difendere la legalità e la democrazia". Anche il Capo dello stato, il giorno stesso degli scontri, parla di "squadre militarizzate per condurre inaudite azioni aggressive contro i reparti di polizia chiamati a far rispettare la legge" e "di gruppi addestrati a pratiche di violenza eversiva". Ciò che stupisce diversi osservatori è il fatto che però i grandi media e la politica non sembrano aver invece prestato la stessa attenzione, per esempio, nel commentare quei presunti episodi di violenza che sarebbero stati commessi dalle forze dell'ordine e segnalati dagli stessi comitati No TAV. Perché il video di Fabiano "Massacrato dai Poliziotti Mentre già ero sulla Barella" (su notav.info due video: #http://is.#gd/LYt8R3 - #http://is.#gd/NbTnFe) non ha avuto lo stesso risalto nonostante le sensazioni che provoca? Racconta Fabiano ai microfoni, completamente fasciato: "Mi hanno letteralmente massacrato a colpi di maganelli, prima sulle braccia perché io ho cercato di coprirmi la testa. Però una volta che mi hanno rotto le braccia non riuscivo più a coprirmi e quindi mi hanno colpito ripetutamente circa una quindicina di volte, anche perché abbiamo contato i bozzi, le ferite sul capo. Erano in almeno 10 (...) Non si fermavano assolutamente, quando sono riuscito a dire basta, è arrivato uno di loro che ha capito la gravità della situazione e mi ha fatto portare via da altri due". Durante il tragitto il ragazzo racconta di aver incontrato "militari in divisa mimetica, col passamontagna" che lo hanno "sputato, presi a calci, insieme a poliziotti, carabinieri e finanzieri" e ancora "calci ai testicoli, pugni in faccia". Quando già sulla barella, Fabiano racconta di essere stato colpito "da un tubo da un pollice, di ferro zincato per fare gli impianti del gas o dell'acqua, sul naso". "Io ero già disteso - precisa Fabiano - sanguinante sulla barella e continuavano a ripetermi che mi avrebbero ammazzato e che non mi avrebbero portato assolutamente al pronto soccorso". La testimonianza è tutta da ascoltare, da meditare e naturalmente da verificare ma a questo punto in molti probabilmente si saranno forse domandati: la magistratura non dovrebbe "andare fino in fondo", come si augura Maroni, anche riguardo questi presunti "militari in divisa mimetica, col passamontagna" e questi "poliziotti, carabinieri e finanzieri", citati da Fabiano? E lanciare lacrimogeni ad altezza uomo (sempre su notav.info - video #http://is.#gd/sXqgD9), tra cui "al CS (orto-clorobenziliden-malononitrile)" che "rientrano tra le cosiddette 'armi chimiche' " (come denuncia Beppe Grillo - #http://is.#gd/Mk2Uyf), merita plauso e solidarietà? La Questura (#http://is.#gd/iikPcK) in una nota precisa: "Con riferimento agli scontri avvenuti nella giornata di ieri (3 luglio, ndr), in località La Maddalena, nel corso dei quali rimaneva ferito anche il manifestante Fabiano Di Berardino, che ha affermato, in precedenti dichiarazioni, di essere stato malmenato dalle Forze dell'Ordine, si precisa che lo stesso, fermato da personale delle Forze di Polizia all'interno dell'area archeologica (a ridosso del cantiere LTF, ove si sono registrati gli scontri più cruenti), già presentava una probabile frattura del setto nasale verosimilmente riportata nelle fasi delle ripetute cariche di alleggerimento operate dalle Forze dell'Ordine ivi presenti. In quel contesto, lo stesso lamentava altresì forti dolori al braccio sinistro e, pertanto, in stato di fermo d'identificazione, veniva trasportato immediatamente al vicino presidio sanitario LTF, ove gli venivano prestate le prime cure da personale medico della Polizia di Stato. Successivamente, veniva trasportato presso il nosocomio CTO del capoluogo piemontese da personale sanitario del 118 a bordo di proprio elicottero. In tutte le fasi descritte, il ferito rimaneva in luogo aperto e sotto attenta vigilanza del personale addetto ai soccorsi, senza che mai ne venisse lesa la dignità personale. Agli atti di questo Ufficio, il Di Berardino, autonomo, militante nei collettivi universitari bolognesi, risulta avere a proprio carico ben 30 denunce per condotte analoghe a quelle poste in essere nella giornata di ieri contro le Forze dell'Ordine, e riportate a seguito di pubbliche manifestazioni. La specificità dei precedenti, correlata alla giovanissima età dell'autonomo (appena ventunenne) lo contraddistingue, senza ombra di dubbio, come un 'professionista del disordine da strada' ".

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