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No TAV, gli "eroi" di Val Susa. Verso l'ambiente basta aggressività

In Val di Susa hanno manifestato, contro l'inizio dei lavori della TAV, migliaia di manifestanti. Tra questi, una sparuta minoranza che ha cercato lo scontro con la polizia. Ma i No TAV sono quelli che, come sottolinea il Papa, verso l'ambiente hanno già rinunciato allo "stile aggressivo che ha dominato negli ultimi secoli".

Per la Questura erano solo in 6.000, per gli organizzatori della manifestazione No TAV oltre 50.000, ma oggi i quotidiani non parlano dei motivi che hanno portato migliaia di persone a protestare contro la TAV ma del fatto che tra i manifestanti si annidassero anche frange violente, "professionisti dello scontro violento", come scrive La Stampa, o "gruppi addestrati a pratiche di violenza eversiva", come sottolinea il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E infatti il comitato No TAV Torino, dal loro sito, paragona la manifestazione in Val di Susa, attorno al cantiere Chiomonte (dove nelle prossime settimane si comincerà a scavare il tunnel della nuova ferrovia ad alta velocità Torino-Lione) al G8 di Genova, perché "a Chiomonte si sono sfiorati due mondi inconciliabili: la lotta ventennale contro il TAV determinata ma pacifica delle famiglie che difendono i beni comuni e, in reazione alle provocazioni della polizia, quella idiota e violenta che è fine a se stessa e prescinde dalle ragioni e dai luoghi". La strada della nonviolenza è infatti l'unica da seguire, soprattutto se non si vuole passare automaticamente dalla parte del torto, soprattutto quando "le posizioni del Gruppo l'Espresso e di Mediaset sulla TAV in Val di Susa sono identiche. De Beneduttoni" come scrive provocatoriamente Beppe Grillo sul suo blog. La nonviolenza è infatti l'unica arma da usare per far valere le ragioni, anche se "gli agenti hanno fatto un uso spropositato ed in alcuni casi ingiustificato di lacrimogeni" come sottolinea il comitato No TAV Torino, e anche se "i fumogeni contenevano lacrimogeni al CS (orto-clorobenziliden-malononitrile) che rientrano tra le cosiddette 'armi chimiche' ", come ricorda giustamente Beppe Grillo (Val di Susa - Kabul - http://is.gd/Mk2Uyf). Perché altrimenti sarà solo la "disinformazione", come sottolinea il comico genovese, a prendere il sopravvento. Tanto che Beppe Grillo chiama "eroi" chi si oppone "pacificamente all'inutile distruzione della loro valle", e invece qualcuno, anche dal PD, si domanda se tale affermazione può essere considerata un'istigazione alla violenza. Pier Luigi Bersani considera addirittura le parole di Grillo "irricevibili" perché "in una democrazia si può scherzare su tantissime cose, ma su questa dovremmo avere imparato che non si può scherzare". Bersani conclude la sua dichiarazione dicendo che infatti "non è accettabile che la polizia debba difendere un cantiere ed essere aggredita". Come non è accettabile, sottolinea qualcuno, che le ragioni di migliaia di cittadini non siano ascoltate. Cittadini che non vogliono veder distrutta una meravigliosa valle per un'opera che in molti, anche esperti del settore, reputano totalmente inutile, oltre che una spesa folle. Dice bene Napolitano quando afferma che "non si può tollerare che a legittime manifestazioni di dissenso cui partecipino pacificamente cittadini e famiglie si sovrappongano, provenienti dal di fuori, squadre militarizzate per condurre inaudite azioni aggressive". Come dice bene Beppe Grillo quando precisa (se mai ce ne fosse stato bisogno) di non aver mai chiamato "eroi i black bloc", tanto da sperare che anzi vengano "arrestati per vedere chi realmente sono". Su Repubblica.it c'è un video di una manifestante No TAV che parla con passione davanti ad un cordone di agenti schierati in assetto anti sommossa, forse anche un po' annoiati dal suo discorso che però non può essere interrotto. La manifestante anti-TAV invita prima di tutto le forze dell'ordine a cercare autonomamente "da qualunque tipo di fonte i loro sì e i motivi invece del nostro no" ma sottolinea anche che gli agenti "in questo momento non stanno difendendo i diritti degli italiani ma quelle ditte che sono colluse con la mafia", mostrando loro fior di articoli sull'argomento. "Io ho due figli, una famiglia - continua la manifestante - il mio tempo libero lo uso qui perché voglio guardare in faccia i miei figli, voglio poterli guardare negli occhi e dire 'voglio per voi un futuro migliore', anche di legalità, anche se per me è importante l'etica, la morale" (video integrale - http://is.gd/e1ZEld). Quindi, se Beppe Grillo dovesse aver ragione, se "al Potere rimane l'ultima difesa: lo Stato di Polizia. La strategia infame di mettere gli italiani gli uni contro gli altri. Carne da macello" è anche vero che, come sottolinea il comico, "le campane in Val di Susa, delle sue chiese, questa domenica suonano per tutti gli italiani". Per questo, le parole pronunciate da Papa Benedetto XVI prima dell'Angelus, rilette pensando anche ai fatti successi in Val Susa, suonano ancora più confortanti. Il Papa incoraggia infatti tutti ad "abbandonare la via dell'arroganza, della violenza utilizzata per procurarsi posizioni di sempre maggiore potere, per assicurarsi il successo ad ogni costo - e sottolinea - Anche verso l'ambiente bisogna rinunciare allo stile aggressivo che ha dominato negli ultimi secoli e adottare una ragionevole 'mitezza' ", perché "nei rapporti umani, interpersonali, sociali, la regola del rispetto e della non violenza, cioè la forza della verità contro ogni sopruso, è quella che può assicurare un futuro degno dell'uomo" (http://is.gd/4LDFdt).

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