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No TAV: Bersani sbaglia a non ascoltare, TAV è il quinto referendum

Il popolo dei No TAV continua a mobilitarsi, questa volta con una manifestazione a Torino, dove hanno aderito alcune migliaia di persone, ra cui Giorgio Airaudi della Fiom che lancia un monito a Bersani, che "sbaglia a non ascoltare".

Il popolo dei No TAV continua a mobilitarsi, questa volta in una manifestazione organizzata a Torino che ha avuto inizio alle 21 di venerdì 8 luglio a piazza Arbarello e che si è conclusa, con alcune migliaia di partecipanti, a Piazza Vittorio. "Le ragioni del movimento No TAV è bene che vengano ascoltate" sottolinea il responsabile nazionale Auto della Fiom, Giorgio Airaudi, presente alla manifestazione, spiegando che "le ragioni del movimento sono le ragioni del bene comune, di chi ha vinto il referendum" e che quindi "la politica farebbe bene ad occuparsi di questi temi". Per il sindacalista, infatti, "la TAV è davvero il quinto referendum", ricordando come "un'alternativa di governo che duri si costruisce ascoltando la gente e le sue ragioni, che sono le stesse che hanno portato alla vittoria nei referendum sui beni comuni". Airaudi è chiaro quindi nel dire che "Bersani sbaglia a non ascoltare" perché "dovrebbe ascoltare le ragioni del popolo No TAV", sempre se è sua intenzione "vincere le elezioni raccogliendo il meglio del popolo del bene comune". In un articolo pubblicato su Notav.info, infatti, viene sottolineato come "la maggior parte dell'opinione pubblica italiana ad oggi ignora che domenica (3 luglio, ndr) in Val di Susa si è svolta la più grande manifestazione popolare di opposizione ad un opera pubblica nella storia della nostra Repubblica. Decine di migliaia di donne e uomini, abitanti della Valle e proveniente da tutto il Paese, si sono ritrovate unite, pur nella diversità di ideologia, per dire un no deciso all'esecuzione 'con pilota automatico' di un'opera pubblica concepita in un momento storico-politico quanto mai lontano da quello attuale. Un'opera faraonica, figlia di un modello di sviluppo energivoro e superato, per la quale non ci sono i fondi, e che certamente infliggerebbe un'inaudita sofferenza alla popolazione della Val di Susa". E la maggior parte dell'opinione pubblica lo ignora perché la maggior parte dei media nazionali hanno preferito concentrarsi solo sugli scontri e non sulle ragioni del popolo dei No TAV, che ogni giorno che passa si fonde sempre di più con quello che lottava per il diritto all'acqua pubblica e contro il nucleare. Sempre nello stesso articolo (http://is.gd/2gMF5M), infatti, si ricorda che "chi si candida a guidare l'Italia del dopo Berlusconi cercando i voti del popolo della sinistra deve farsi una ragione di questo cambio di sensibilità del popolo sovrano e saperlo interpretare politicamente. Al di là ed oltre importanza di accertare ogni responsabilità per gli atti violenti in tutte le sedi istituzionali a ciò deputate, interpretare i fatti della Val di Susa nella mera logica dell'ordine pubblico, per isolare le forze politiche più sensibili alla necessità di affrontare radicalmente la crisi e l'alternativa con un grande piano di ecologia del territorio, costituisce un errore politico gravissimo che fa soltanto il gioco della destra e rischia di contribuire a ridurre gli spazi di libertà e di protesta di cui deve nutrirsi ogni democrazia sopratutto nell'incertezza della crisi".

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