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NO TAV: si taglia lo stato sociale? Il 23 si tagliano reti "abusive"

I NO TAV ritornano il 23 ottobre con una iniziativa che lascerà il segno. "Diamoci un taglio" sarà la risposta del movimento della Val di Susa ai tagli allo stato sociale e, per "estensione", anche alle reti "abusive" che cingono il "cantiere che non c'è"; e "a mani nude, a volto scoperto, a testa alta".

Il movimento NO TAV annuncia che risponderà ai tagli allo stato sociale con il taglio delle "reti abusive". Se infatti di primo acchito un cittadino italiano, quando sente la parola "rete" pensa ad internet, in Val di Susa il pensiero va immediatamente alle reti che circondano il "cantiere che non c'è", come lo definiscono i NO TAV. L'appello diffuso dal movimento per la prossima manifestazione "Diamoci un taglio", spiega bene, tramite un sottotitolo, lo spirito dell'iniziativa e in che cosa consisterà la giornata del 23 ottobre: "a mani nude, a volto scoperto, a testa alta". "Il 23 ottobre 2011 la Val di Susa sarà nuovamente protagonista: taglierà le reti che la vedono ostaggio della lobby del TAV dicendo no ai tagli allo stato sociale, alla sanità, alla cultura" si legge nell'appello dei NO TAV, che puntualizzano: "Da quattro mesi una parte della valle è militarizzata, una vasta area è off-limits per i cittadini, recintata e protetta da reti posate illegalmente e difese da centinaia di poliziotti che proteggono un 'cantiere che non c'è'". "Da quattro mesi chi denuncia questa situazione e protesta davanti alle recinzioni è bersaglio di migliaia di candelotti lacrimogeni al CS (un gas tossico vietato dalle convenzioni internazionali) e non si contano le intimidazioni a singoli cittadini e all'intero movimento notav", continua il documento. Il movimento NO TAV non ha quindi alcuna intenzione di cedere a tutta la potenza di fuoco, mediatica e "lacrimogena" (ovviamente anche in senso lato) che alcuni osservatori vicini ai "palazzi" avevano creduto portasse a fiaccare il popolo della Valle. "Le reti illegali che in Val di Susa delimitano un cantiere che non c'è difendono in realtà questo sistema" scrivono i NO TAV, specificando che "in Val di Susa sono sospesi i diritti, la democrazia è ferita, le reti delimitano un'area di illegalità mentre una Procura della Repubblica strabica si scatena alla ricerca di improbabili sovversivi e criminali al di fuori delle reti: nei loro confronti usa le denunce e il carcere per intimorire un'intera valle e nel frattempo le ditte che manovrano ruspe e trivelle (alcune delle quali in evidente odor di mafia) si sentono protette e il partito degli affari si sente autorizzato a sperare che prima o poi partano i cantieri", si osserva sempre nell'appello dei NO TAV. Il movimento della Val di Susa come sempre mette a disposizione del web tutto il materiale sul sito "notav.info", dove si può scaricare il l'appello (in PDF http://is.gd/rfjt5G) e vari manifesti che riguardano l'iniziativa "Diamoci un taglio".

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