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NO TAV: occupiamo tutto, da Val Susa a Roma. Il punto di non ritorno

Il movimento NO TAV risponde con i fatti alle parole di Mario Monti che, forse perché non eletto da nessuno, non ascolta le istanze dei cittadini. Dalla Val di Susa a Roma "siamo ad un punto di non ritorno".

Mario Monti, premier "ad honorem" come lo definisce già qualcuno, visto che non è mai stato eletto da nessun cittadino italiano, e che ha inaugurato nel nostro Paese, secondo alcuni commentatori, una stagione di "temporanea sospensione del principio democratico" (#http://is.#gd/Vwgy5t), dopo un vertice a Palazzo Chigi (del 2 marzo) ha annunciato che il governo sul TAV andrà "avanti con convinzione" e che "non sarà tollerata alcuna forma di violenza", tanto che il leader dei NO TAV Alberto Perino per tutta risposta ha sottolineato: "Monti, ti prendiamo di parola eh! Dillo anche ai carabinieri e alla polizia che non saranno tollerate le violenze".
"Abbiamo riesaminato il progetto, la valutazione di impatto ambientale non presenta punti di incompletezza" afferma Mario Monti alla stampa dopo la riunione, mentre sul sito notavtorino.org vi è una intera sezione dedicata a dimostrare come "l'impatto ambientale sarebbe negativo a vasto raggio; addirittura devastante in Val di Susa" (#http://is.#gd/jRiyh5).
Ma forse tali documenti non solo gli unici a non essere stati letti da Mario Monti, visto che inascoltato e senza risposta è rimasto anche l'Appello dei 360 professori (#http://is.#gd/SXC4s2) che invitano il premier tecnocrate a "mettere in discussione in modo trasparente ed oggettivo la Torino-Lione", e che chiedono ora di essere ricevuti (#http://is.#gd/ia6wJO).
Tra i firmatari Massimo Zucchetti, del Politecnico di Torino (#http://is.#gd/TWBkp4) afferma infatti, ai microfonio de Il Fatto Quotidiano, che tutti i professori aspettano: "Aspettiamo che il professor Monti, mio collega, dia una risposta, una risposta tra accademici - perché - Non si dice, dopo aver parlato due ore, o un'ora, con l'architetto Mario Virano (Commissario di Governo per l'alta velocità Torino-Lione, ndr) 'andiamo avanti sui piani prestabiliti'. Questo non è dialogo. Le persone che hanno detto massimo dialogo ma l'opera si fa mi ricordano molto mia mamma che diceva 'dimmi pure le tue ragioni, ma tanto alla fine si fa come dico io' ".
Ma Mario Monti, promettendo che "un'analisi costi-benefici verrà presto resa pubblica" sostiene che "i benefici" del TAV "sono rilevanti", soprattutto perché sarebbe "un aggancio fisico dell'Italia all'Europa". Come se ad oggi l'Italia fosse un'isola staccata dal resto dell'Europa, isolata e, naturalmente, fuori da quel progresso che verrà portato dall'alta velocità.
Ancora una volta è Alberto Perino a rispondere alle affermazioni del premier, sottolineando come il TAV sia "l'opera che gli serve, non che ci serve - aggiungendo - Serve a lui, perché lui è dei banchieri, i banchieri prestano i soldi e fanno un sacco di soldi, con i soldi nostri. Serve a loro, non a noi".
"Se Monti non faceva queste dichiarazioni stavo molto meglio" spiega Perino, leader dei NO TAV, precisando come "Monti ha detto un sacco di cose, roboanti. Ha mostrato i muscoli". "Loro in sostanza insistono", continua Perino, e insistono nonostante anche all'ultima manifestazione NO TAV del 25 febbraio, quella Bussoleno - Susa, abbiano partecipato circa 50mila cittadini (per la questura molti meno), e in tutta Italia si protesti contro il progetto dell'alta velocità Torino-Lione.
"Ti voglio solo ricordare" dice Perino rivolgendosi indirettamente a Mario Monti - evitiamo prove di forza, non servono, si stanno sprecando un sacco di soldi. Se la gente dell'Italia ascolta l'appello che noi facciamo, di portare la lotta NO TAV in ogni città, di portare la lotta NO TAV in ogni paese, di portare la lotta NO TAV su ogni autostrada, quanto ti viene a costare la forza pubblica?".
Per adesso, comunque, la cifra sembra già esorbitante, soprattutto se si pensa che l'Italia sta accettando politiche di austerity per uscire dalla crisi e che Mario Monti è stato nominato proprio per far "risparmiare" il nostro Paese.
"Chiedi un po' al tuo ministro dell'Interno quanto sono già costati i poliziotti che hai mandato in Val di Susa - continua Perino rivolgendosi a Monti nel corso dell'assemblea NO TAV - Noi sappiamo, stando alle cifre che hanno detto al sindacato di polizia, che sono 90mila euro al giorno. Abbiamo fatto il conto che ad oggi siamo quasi a 22 milioni di euro".
"Caro Monti, noi ti vogliamo bene perché siamo buoni - conclude Perino - ma ti consideriamo il peggior primo ministro della Repubblica italiana, e il tuo è il peggior governo della Repubblica italiana".
Ma il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri per adesso ha solamente saputo affermare che "la TAV è un'opera fondamentale e non ci sono margini" perché "l'opera è di valore fondamentale per il Paese, e non solo per il Piemonte e fa parte di impegni presi con l'Europa. Non ci sono spazi. Ci sono stati incontri con la popolazione e fatte importanti modifiche al progetto - concludendo - siamo ad un punto di non ritorno".
Le parole della Cancellieri non sembrano però che andare ad avvalorare un pensiero che si sta cominciando a diffondere sempre di più tra gli italiani, e cioè che quel processo di "commissariamento" aperto nell'agosto scorso con la lettera della BCE (http://is.gd/gI7HVN) spedita al governo Berlusconi non si è mai interrotto, anzi, sembra aver preso una piega sempre più preoccupante. Ma il ministro Cancellieri potrebbe aver ragione anche quando dice che "siamo ad un punto di non ritorno". Forse non però solo in merito al TAV ma per quanto riguarda tutto il Paese, visto che alle parole di Mario Monti il movimento NO TAV risponde con "poche chiacchiere e tanti appuntamenti (come si legge sul sito notav.info):
- Tutti i giorni da lunedì 5 marzo ore 18.00 Bussoleno piazza mercato appuntamento di lotta e discussione - Sabato 3 marzo ore 16.00 Bussoleno piazza del mercato appuntamento di lotta - Domenica 4 marzo ore 12.00 Giaglione campo sportivo polentata ore 14.00 passeggiata verso la val Clarea - Martedì 6 marzo Torino delegazione NO TAV chiede incontro con Napolitano - Giovedì 8 Marzo donne NO TAV in movimento - Venerdì 9 marzo Roma delegazione NO TAV allo sciopero Fiom - Domenica 11 Marzo presidi presso le carceri dove sono detenuti i NO TAV e presidio presso il Cto di Torino dove è ricoverato Luca (che per fortuna è fuori pericolo di vita, ndr)".
Ma sabato 3 marzo è anche il giorno della grande manifestazione a Roma, dove il corteo dei NO TAV, dopo aver marciato sulla tangenziale Est, si è fermato per circa tre quarti d'ora all'ingresso del tratto urbano della A24, autostrada Roma-L'Aquila, dirigendosi poi verso la stazione Tiburtina, scalo dell'Alta Velocità. Altri manifestanti NO TAV, invece, hanno nuovamente occupato l'Autostrada A32 Torino-Bardonecchia, all'altezza di Avigliana (TO). L'intero movimento NO TAV sembra infatti che si muova seguendo un solo imperativo: "Occupiamo tutto".

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