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NO TAV: in media non stat virtus

Forse è un'impressione, ma ormai di molti, il fatto che spesso le cronache riguardo le proteste dei No TAV siano raccontate da un unico punto di vista, che non sembra proprio essere quello dei manifestanti.

Forse è un'impressione, ma ormai di molti, il fatto che spesso le cronache riguardo le proteste dei No TAV siano raccontate da un unico punto di vista, che non sembra proprio essere quello dei manifestanti. I media "mainstream" raccontano di No TAV violenti per i "lanci di sassi" contro le forze di polizia, addirittura muniti di qualche "laser tascabile", a cui si uniscono anche ex terroristi, come Stefano Milanesi di Prima Linea. Che la tensione sia e rimanga alta, nei pressi de La Maddalena di Chiomonte, è ovvio, ma i primi a condannare i gesti violenti sono gli stessi attivisti del movimento, che poi sono in larga maggioranza abitanti della Val di Susa che cercano di proteggere l'ambiente che li circonda e anche la propria salute, e di chi lavorerà nel cantiere (vedi "Una lezione di Protezione dalle Radiazioni dal Politecnico alla Maddalena. Impatto ambientale delle polveri di Uranio: nei Balcani, in Iraq, in Sardegna, ma non in Valsusa" di Massimo Zucchetti al presidio No TAV di Chiomonte dello scorso 14 giugno - http://is.gd/jXsFPX). Su notav.info, per esempio, vi è un post dove il movimento prende le distanze dal danneggiamento di alcuni mezzi dell'Italcoge. "Questo atto va nel senso contrario alle iniziative notav - si legge sul sito - che fanno della partecipazione e della resistenza di massa il nodo centrale di una battaglia che non fa sconti a nessuno, però ferma su alcune prerogative che non sono rappresentate da gesti simili. Anzi, tal modo d'intendere la lotta avvalla le tesi fantasiose e falsate di una parte della stampa, indotta dai comunicati giornalieri delle forze dell'ordine, che vorrebbero ridurre la lotta a una cosa di pochi, non riuscendo a giustificare come per un'opera ingiusta, miliritarizzata e prepotente, sia un popolo intero che la osteggia" (http://is.gd/OcaRMo). Eppure stampa e televisioni nazionali sembrano concentrarsi solamente su "black bloc", "incappucciati", "anarchici" e, come li descriveva il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (dopo la manifestazione in Val di Susa dei No TAV del 3 luglio scorso), "gruppi addestrati a pratiche di violenza eversiva", cioè quelle frange che cercano lo scontro diretto con la polizia (ma condannati dal movimento), che è "costretta" a difendersi con idranti e lanci di lacrimogeni. Allo stesso modo sembra che si dia maggiore evidenza ai feriti che si contano tra poliziotti e carabinieri mentre pochissimo spazio è lasciato al "risultato delle azioni brillanti delle forze dell'ordine", come si legge sul sito notav.info dove c'è un video di un uomo colpito in faccia da un lacrimogeno e pesantemente ferito, tanto da dover essere operato (http://is.gd/NPXVYa; su Youtube postato da TG Maddalena - http://is.gd/vK6u9o). Sempre sullo stesso sito internet (http://is.gd/l2XF4Y) c'è anche un'altro video (su Youtube postato da lavallecheresiste - http://is.gd/siZs55) dove vengono mostrate invece delle immagini risalenti al 3 luglio scorso, e dove si vedono "le forze dell'ordine che fermano un manifestante e lo trascinano prendendolo a calci" e "il pestaggio con l'aiuto di quelle che hanno tutta l'aria di essere spranghe o tubi di ferro", come si legge nella descrizione in sovraimpressione del video. Nonostante la Rete, e i tanti canali di comunicazione che i No TAV utilizzano su internet, sembra che sui media "mainstream" alcune notizie non riescano quindi proprio a "passare". Qualcuno a questo punto avrà forse immaginato a quale "blocco di comunicazione" sarebbero andati incontro quei gruppi e movimenti che si sarebbero opposti, per esempio, alla eventuale costruzione delle centrali nucleari nel nostro Paese. Un incubo, scongiurato, fortunatamente. Era già stato promesso, infatti, che le zone in cui sarebbero state costruite le centrali atomiche sarebbero diventate "aree militarizzate" e quindi ancor più inacessibili e inavvicinabili ai "civili".

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