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NO TAV: allarme generale con fuochi d'artificio. Partono "le truppe"

Il movimento NO TAV aspetta "le truppe" dopo una fiaccolata, una veglia di preghiera, una mobilitazione civile che ricorda altri tempi. Su Twitter e su Radio No TAV si aspettano i militari, sperando che non succeda il peggio.

L'ultimo appello per la nonviolenza era stato fatto ed era stato firmato tra gli altri da Paolo Beni, Marcello Cini, Luigi Ciotti, Beppe Giulietti, Maurizio Landini, Alberto Lucarelli, Ugo Mattei, Luca Mercalli, Giovanni Palombarini, Valentino Parlato, Livio Pepino, Carlo Petrini, Rita Sanlorenzo, Giuseppe Sergi, Alex Zanotelli. Era un appello di pace e si intitolava semplicemente: "FERMATEVI ! Un appello alle istituzioni e alla politica" (qui l'appello completohttp://is.gd/Wob8iR). L'appello diceva che: "I referendum del 12 e 13 giugno hanno cambiato lo scenario politico ponendo al centro dell'attenzione pubblica i beni comuni e il bene comune" e che in questi giorni c'era "un banco di prova ineludibile", naturalmente della democrazia e del dialogo, cioè "lo scontro tra istituzioni e popolazione locale sull'inizio dei lavori di costruzione, in Val Susa, di un cunicolo esplorativo in funzione preparatoria del tunnel di 54 km per la progettata linea ferroviaria ad alta capacità Torino-Lione". E nell'appello si specificava che: "Per superare la situazione di stallo determinata da tale scontro si prospetta un intervento di polizia (o addirittura militare) che rimuova le resistenze in atto. Sarebbe una soluzione sbagliata e controproducente". La risposta era arrivata da Roberto Maroni, che proprio ieri sera diceva: "Il cantiere si apre entro il 30 giugno, e l'opera si fa" e, soprattutto "Chi si oppone non credo che riuscirà a fermare il cantiere, non deve farlo, perché vuol dire arrecare un danno gravissimo soprattutto alle future generazioni, vuol dire far perdere due punti di Pil al Piemonte". Quindi non è tempo di pace, ma di attesa di uno scontro di cui si ha un fortissimo sentore. La sera del 26 è iniziata una fiaccolata con migliaia di persone verso la "Libera Repubblicana della Maddalena": "Ripartiamo da Chiomonte con una fiaccolata per resistere al presidio della Maddalena da domenica notte in maniera continuata nei giorni successivi. L'appuntamento è nel piazzale della stazione ferroviaria di Chiomonte alle 21 per poi dirigersi al presidio della Maddalena e resistere per quelli che ormai sono i giorni decisivi. Le volontà politiche del governo si sono espresse e non lasciano ormai spazio ai dubbi, noi ci siamo e ci saremo" si legge su "notav.eu", mentre su "notav.info" c'è la cronistoria, ora per ora, dell'attesa. L'attesa dell'assalto "delle truppe", come fosse una guerra. Il post sul sito infatti si chiama "No TAV in marcia, pronti a 'resistere, con coraggio e determinazione'" (http://is.gd/febI2D) e al suo interno, a notte fonda, alle 2 e 40 del mattino di oggi (27 giugno) si legge: "Per ora non ci sono avvisaglie concrete di avvicinamento alle barricate, ma tutti gli elementi ci dicono che le truppe interverranno questa notte o alle prime luci dell'alba. E intanto dalla Maddalena si attendono le truppe...". E pensare che "Al termine della fiaccolata alla Maddalena ci sarà - per chi lo vorrà - una veglia di preghiera con la presenza di un sacerdote" scriveva L'ufficio stampa del Movimento NO TAV. E mentre si prega, si ascolta musica, si sta insieme per farsi coraggio, per presenziare un luogo, con la ragione delle istituzioni locali e dei Sindaci e Amministratori delle liste civiche della Comunità Montana Val Susa e Val Sangone, ecco che alle ore 4.35 su "notav.info" si legge: "Ore 04:35. Lanciato l'allarme generale con i fuochi d'artificio". E sull'account Twitter di "notav.info" parte la "diretta" cinguettante, per chi è sveglio, per chi legge, e per gli annali. Ma anche una radio, Radio No TAV in streaming su Radio Blackout (radionotav.info) racconta in diretta lo scenario con il paventato "assalto delle truppe" aspettando una reazione "cieca e bruta", anche se qualcuno pensa che siano ancora degli spazi di mediazione. Intanto gli ultimi tweet prima di pubblicare questo articolo non lasciano presagire nulla di buono: "ci giungono notizie l'autostrada è chiusa" e poi "barricata 'Stalingrado': aspettando le truppe...". La speranza che non succeda niente di brutto è comunque in tutto il movimento.

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