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NO TAV: Tobia Imperato arrestato, dal 3 marzo in sciopero della fame

Un attivista NO TAV, Tobia Imperato, arrestato e ai domiciliari a causa degli scontri dell'estate scorsa, è dal 3 marzo in sciopero della fame, nell'indifferenza dei media mainstream. Ma Alberto Perino sembra convinto che il motivo dell'arresto è un altro, poiché Imperato è anche l'autore del libro "Le scarpe dei suicidi".

Bisogna andare sul blog di Beppe Grillo (http://is.gd/Vnlhrj) per leggere un appello di Alberto Perino che chiede aiuto al comico bolognese per diffondere una notizia passata sotto silenzio visto che "nessun giornale, nonostante i comunicati stampa che abbiamo fatto e spedito a tutti, ha scritto una riga su questo fatto gravissimo e sulla sua protesta estrema" come denuncia il leader del movimento NO TAV. Su internet si può infatti trovare una breve di repubblica.it (http://is.gd/dIKmug) datata 6 marzo dove viene riportato che Tobia Imperato, arrestato e attualmente ai domiciliari in merito all'inchiesta "sugli scontri (http://is.gd/lyfa9H) dell'estate scorsa fra NO TAV e forze dell'ordine in Valle di Susa" è "al quarto giorno di sciopero della fame", indetto per protestare contro il divieto di colloquio che gli impedisce di telefonare e comunicare con lettere ed email. A parte il sito "Il Pane e le Rose" (http://is.gd/XmRvQv) nessun altro riprende la notizia, e anche dopo la lettera di Alberto Perino pubblicata sul blog di Beppe Grillo solo altri due siti diffondono l'appello. Unico appunto che si potrebbe fare al movimento NO TAV è quello, però, di non mandare proprio "a tutti" i comunicati stampa, anche perché scegliendo forse di inviarli solamente ai classici giornali mainstream, che spesso e volentieri, anche a detta del movimento stesso, "distorcono" le informazioni, difficilmente riusciranno a far risuonare l'eco della propria voce.
Ma chi è Tobia Imperato? La Repubblica lo descrive come un "esponente anarchico torinese" mentre Alberto Perino spiega invece che è "l'autore del libro 'Le scarpe dei suicidi' (http://is.gd/ORgAUi) nel quale svela le responsabilità della magistratura e della DIGOS torinesi nella morte di Sole e Baleno". Il leader dei NO TAV si dice infatti convinto che "poiché per le cose scritte nel libro non hanno potuto perseguirlo, hanno colto questa occasione per metterlo a tacere", spiegando che Tobia Imperato andava "quasi ogni sera a parlare del libro e del TAV in Val di Susa in serate pubbliche".
Perino ricorda quindi che dal 3 marzo Tobia Imperato è in sciopero della fame perché in "isolamento assoluto" a causa di "un'accusa ridicola: ha afferrato 'per un braccio un operatore di polizia allo scopo di ostacolarne l'avanzata' ". Il leader dei NO TAV rivela inoltre che "la procura non ha autorizzato un medico a visitarlo fino a venerdì scorso" e che infine ha registrato "una perdita di peso di sei chili (altri quattro chili erano stati persi durante la detenzione in carcere) e condizioni generali caratterizzate da affaticamento, debolezza, ipostenia. Cominciano a evidenziarsi i problemi legati alla mancanza di assunzione di zuccheri, grassi e proteine. I liquidi che Tobia assume sono assolutamente necessari, ma decisamente insufficienti a mantenere un adeguato equilibrio metabolico, il rifiuto ad assumere bevande zuccherate non aiuta".
Nella quarta di copertina del libro "Le scarpe dei suicidi", si legge: "Il 5 marzo 1998 a Torino sono stati arrestati tre anarchici che abitavano la Casa di Collegno. Lo squat viene chiuso dalle autorità. Contemporaneamente vengono attaccate altre due case occupate: l'Asilo è sgomberato mentre all'Alcova l'operazione non riesce. Edoardo Massari (Baleno) Maria Soledad Rosas (Sole) e Silvano Pellissero sono accusati dal PM Maurizio Laudi di essere gli autori di alcuni attentati, avvenuti in Val di Susa, contro i primi cantieri del Treno ad Alta Velocità. I tre arrestati si dichiarano estranei alle accuse avanzate nei loro confronti. Immediatamente nasce un vasto movimento di protesta contro la montatura di giudici Ros e Digos, che si estende anche in altre città. Decine e decine di persone vengono intimidite, pestate, inquisite, denunciate, processate e condannate. Televisioni e giornali, di destra e di sinistra, - in servile ossequio al potere - scatenano una canea mediatica volta alla criminalizzazione dei posti occupati torinesi e degli occupanti. Gli squatter diventano il nuovo mostro da debellare. Il 28 dello stesso mese Edoardo Massari muore impiccato nel carcere delle Vallette. L'11 luglio successivo muore nell'identico modo anche Soledad Rosas, lei pure in stato di detenzione. Nel gennaio 1999 Silvano, unico sopravvissuto all'inchiesta di Laudi, è condannato a 6 anni e 10 mesi dal giudice Franco Giordana. Verrà liberato solo nel marzo 2002 dopo quattro anni di detenzione, in seguito alla sentenza della corte di cassazione che riconoscerà l'inconsistenza delle prove relative all'associazione eversiva (art. 270 bis). Ora che gli abitanti della Val Susa sono 'avvisati', decolla il progetto del treno veloce. A contrastare i programmi ultramiliardari e altamente nocivi del potere, sono solo i pazzi e i sovversivi. E finiscono male. Seppelliti i morti, gli Assassini - premiati dallo Stato - vorrebbero dimenticare...".
Allora la Cassazione riconobbe "l'inconsistenza delle prove relative all'associazione eversiva (art. 270 bis)". Oggi il governo sembra invece ipotizzare "nuove misure legislative", e cioè "una lettura estensiva dell'associazione a delinquere, per poterla applicare anche agli anarchici" oltre "all'arresto differito e il reato di blocco stradale ferroviario" (http://is.gd/bTSv3W).
Tutto questo mentre l'Italia è retta da un esecutivo provvissorio non eletto da nessuno e mentre persino il Garante della privacy avverte che "è proprio dei sudditi essere considerati dei potenziali mariuoli" ed "è proprio dello Stato non democratico pensare che i propri cittadini siano tutti possibili violatori delle leggi" perché "in uno Stato democratico, il cittadino ha il diritto di essere rispettato fino a che non violi le leggi, non di essere un sospettato a priori". E se per Francesco Pizzetti vi sono ad oggi "strappi forti allo Stato di diritto", per altri il periodo che sta attualmente attraversando il nostro Paese è perlomeno "una temporanea sospensione del principio democratico" (http://is.gd/Vwgy5t).

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