le notizie che fanno testo, dal 2010

NO TAV: Maroni soddisfatto. Ma "padroni a casa nostra" è un ricordo

I NO TAV ieri alla fiaccolata erano in 20mila. Roberto Maroni è soddisfatto di come è stata gestita l'operazione delle forze dell'ordine. Ma i NO TAV in un volantino ricordano che solo la "resistenza pacifica" ha evitato "che l'aggressione militare si tramutasse in una caccia all'uomo".

Il Ministro degli Interni Roberto Maroni è molto soddisfatto di come è stata gestita la faccenda della Val di Susa: "Le forze dell'ordine hanno operato in modo eccezionale in un clima ad alto rischio. Senza il loro intervento avremmo perso i finanziamenti europei. Voglio ringraziare tutti quelli che hanno gestito l'operazione, dal capo della polizia al questore di Torino, al prefetto e a tutti coloro che hanno gestito una situazione complicata con grandissima professionalità". Ma i valsusini, cioè l'"altra parte", non sembrano essere felici di come è andata, visto che, nel volantino distribuito per la fiaccolata di ieri sera, 28 giugno si legge (qui in PDF http://is.gd/FUadYz): "- un escavatore Itaci 280 con pinza è stato usato in maniera criminale dall'operatore, per rimuovere tronchi di betulla, a rischio di provocare incidenti mortali sui giovani No TAV che sostavano simbolicamente su di essi per dimostrare la contrarietà della Valle ad un'opera dannosa, inutile, costosa; - lacrimogeni a frammentazione sono stati sparati alla cieca incendiando le tende del campeggio disposte sul suolo della Comunità Montana; - la ruspa degli aggressori ha danneggiato le auto dei cittadini fuori del punto di accoglienza della centrale; - i cittadini che si opponevano pacificamente e con determinazione all'opera sono stati inseguiti e colpiti nei boschi o filmati e schedati all'uscita della presunta area di cantiere, che peraltro verrebbe installato in dispregio delle più elementari prescrizioni di studio che erano richieste dagli stessi organi nazionali e dalla normativa vigente…". Nel volantino i NO TAV sottolineano che "Solo la ferma volontà di resistenza pacifica dei dimostranti ha evitato che l'aggressione militare si tramutasse in una caccia all'uomo tipica degli scenari antidemocratici delle peggiori dittature". La parlamentare europea Sonia Alfano solo ieri osservava che: "Da questa mattina oltre 2000 uomini delle forze dell'ordine stanno gasando con lacrimogeni la popolazione della Val di Susa mentre le ruspe, scortate, abbattono le loro barricate. Quanto accade viola palesemente la convenzione di Aarhus, ratificata con decisione del Consiglio 2005-370-CE, che stabilisce i principi della partecipazione dei cittadini al processo decisionale anche e soprattutto quando si tratta di grandi opere sul territorio" (http://is.gd/E3NZ5f). Il MoVimento Cinque Stelle invece ieri raccontava che: "Il lancio di lacrimogeni , da due differenti lati, l'uso coatto di ruspe per la rimozione del materiale con il quale è stata costruita una barriera a difesa del territorio, vedere centinaia di manifestanti rifugiarsi nei boschi, donne, ragazzi, uomini con i conati di vomito - taluni svenuti - ed accecati dal gas, è un altro, palese, segno di mancanza di democrazia: non può essere la volontà di questa classe politica a decidere, a colpi di manganello, le sorti di migliaia di cittadini che, da oltre vent'anni, avevano chiaramente espresso il loro 'no', in maniera forte e decisa, verso il TAV". Proprio il MoVimento Cinque Stelle continuerà a dare supporto ai NO TAV anche con Beppe Grillo che, Domenica 3 Luglio, per la grande marcia organizzata in Val Susa, parteciperà alla manifestazione. Intanto la Lega Nord comincia a subire dei danni politici, quantomeno di "immagine", dalla posizione politica presa sui NO TAV. Cartelli con su le facce di Bossi, Cota e Maroni con la scritta "PADRONI A CASA NOSTRA! RICORDATEVELO" sono issate sui tralicci (http://is.gd/G0NFZz) e molti rileggono le dichiarazioni di esponenti della Lega di qualche tempo fa. Beppe Grillo in un post del suo blog ne indica una come "La SUPERCAZZOLA d'annata" (http://is.gd/e3yHBM): "Qui siamo di fronte a una protesta popolare vera, non sono solo dei centri sociali. Il problema (della Val di Susa, ndr) non si risolve con strumentalizzazioni o con interventi delle Forze dell'ordine". Maroni, La Padania 7/12/2005". Qui il link all'articolo della Padania (http://is.gd/mDl3Ta).

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: