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NO TAV Maroni:"intenzione di uccidere" Sap: nuove "regole di ingaggio"

Nell'odissea della TAV non bastava l'esercito e il "fortino" a Chiomonte. Ora arrivano politici "precog" ed evidenze di "psicoreato" nei NO TAV. Una situazione da fantascienza tricolore di grande spessore narrativo. Ma la realtà è dura e si fa storia, tanto che sta per arrivare il Generale Inverno.

Sulla TAV troppi rischiano di perdere il treno del buonsenso. A leggere le cronache dei grandi giornali sugli scontri tra forze dell'ordine e cittadini a Chiomonte, e a sentire le dichiarazioni di alcuni esponenti di spicco dei sindacati e dei partiti politici, in Val di Susa saremmo di fronte a migliaia di persone che, per il solo gusto di fermare il "progresso", il "PIL italiano" e una "dorsale di comunicazione europea", assediano un "cantiere". Questi cittadini, ovviamente, sarebbero anche ciò che di peggio il Paese può offrire, ovvero il non plus ultra della violenza e della cattiveria. Insomma, queste persone sembrano rappresentare per alcuni dei "politici" che hanno il nulla osta per apparire in TV, il "male assoluto". Cittadini che si annidano tra le montagne della Valsusistan e del Chiomontistan, proprio come i seguaci del defunto Bin Laden che vivono nelle aspre montagne dell'Afghanistan. Il suffisso "-stan" (che, per la cronaca, in persiano, in pashtu e in altre lingue significa "posto", "posto di"), ormai sinonimo di militarizzazione, fa naturalmente dimenticare le istanze (i-stan-ze) delle popolazioni locali che chiedono, semplicemente, che il proprio ambiente venga rispettato, nello spirito della convenzione di Aarhus (http://is.gd/E3NZ5f). Fino ad ora sembrava però "delineato" ed "esaurito" il profilo dei NO TAV, e nulla di ulteriormente turpe poteva essere aggiunto sulla loro condotta. In verità qualcosa aleggiava, in certi ambienti, e finalmente lo si è detto: i NO TAV, che non hanno nessuno scrupolo, pensano e "pianificano" anche cose truci e orrende, come per esempio, quella di "uccidere". Insomma, finalmente si sarebbe arrivati allo "psicoreato" di 1984 di George Orwell. E' il Ministro dell'Interno Roberto Maroni, a margine dell'inaugurazione della Fiera di Varese, a dire: "Il sindacato di polizia Sap dice che questi hanno intenzione di uccidere: temo sia così, perché quando si prendono le bombe carta, le molotov, i massi da lanciare addosso a poliziotti e carabinieri si ha intenzione di uccidere - e continua - Lo avevo detto e lo ribadisco: questa è la mia opinione. Ma siamo assolutamente determinati e in grado di gestire la situazione. Andiamo avanti: si rassegnino, l'opera continuerà". Maroni quindi riprende le dichiarazioni di Massimo Montebove, consigliere nazionale del sindacato di polizia Sap per il Piemonte che aveva dichiarato: "Bisogna cambiare le regole di ingaggio. Servono arresti e sentenze rapide" e affermava che "in Valdisusa una parte del movimento attacca le forze dell'ordine solo per uccidere, si vuole il morto". Su una breve de La Repubblica (http://is.gd/e4cEBL) si leggono altre dichiarazioni del consigliere Montebove del Sap che ribadisce: "Ormai in Valdisusa non possiamo più parlare di protesta violenta contro l'alta velocità, ma di guerriglia organizzata portata avanti con armi e strumenti che mirano ad uccidere qualche appartenente alle forze dell'ordine. Una parte del movimento NO TAV vuole e desidera il morto. Per fronteggiare questi delinquenti, prima che succeda qualcosa di irreparabile a qualche poliziotto o carabiniere, bisogna agire e intervenire con forza". I NO TAV, dal canto loro, con una tranquillità sconcertante, replicano alle dichiarazioni del Ministro Maroni, forti di una ragione che coinvolge (anche letteralmente) le loro radici. Sul sito notav.info (http://is.gd/7Kd2Ud) si legge infatti che: "La paura del morto di cui parla Maroni è la carta da giocare quando l'isteria e la paura prendono il sopravvento in chi dichiara, e chi da assediante si trasforma in assediato. Ieri sono state tagliate centinaia di metri di reti in più punti nonostante le sassaiole lanciate dagli agenti, i lacrimogeni usati come proiettili, un territorio intero militarizzato e chiuso (come nel caso dell'autostrada) ad uso e consumo dell'apparato militare e incendi nei boschi senza ritegno". E l'articolo, intitolato emblematicamente "Maroni...e dai!" si chiude con delle certezze: "Con determinazione, coraggio ed umilità gli oltre settecento partecipanti alla passeggiata notturna, armati di cesoie, (si di cesoie!) hanno dimostrato che le ragioni sono più forti delle reti e ... l'inverno è vicino e forse a rassegnarsi dovrà essere il ministro" (http://is.gd/7Kd2Ud). Già, perché in Valsusistan e in Chiomontistan sta per arrivare il Generale Inverno, e qualcuno scommette che simpatizzerà con i NO TAV.

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