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NO TAV, Luca Abbà incalzato e sotto traliccio nessuna protezione

Di chi è la responsabilità per la caduta dal traliccio dell'alta tensione del leader NON TAV Luca Abbà? Massimo Zucchetti, professore del Politecnico di Torino, non ha dubbi: "sono da attribuire esclusivamente a chi ha ordinato ed eseguito il blitz".

Il blitz militare in Val Susa, per allargare il "cantiere che non c'è" (http://is.gd/fHGR3I) di Chiomonte ed espropriare a dei cittadini italiani i terreni intorno alla baita Clarea "è l'esempio di come s'intende la democrazia da parte dei propugnatori del TAV: senza alcuna copertura legale, militarmente, disprezzando anche la vita umana". E' così che Massimo Zucchetti, professore del Politecnico di Torino, commenta (http://is.gd/QwKpDI) l'incidente avvenuto ieri in Valle Clarea, nei pressi di Giaglione, dove fin dalle prime luci dell'alba "un gran numero di forze dell'ordine e militari, ruspe, mezzi militari" erano saliti nonostante "sabato 75.000 persone manifestavano pacificamente contro quest'opera assurda, inutile, dannosa, costosa", la TAV.
Contro il blitz militare solo pochi attivisti del movimento NO TAV, perché l'esproprio dei terreni era previsto per oggi, e invece le forze dell'ordine sono piombate in Val di Susa un giorno prima.
"La grande mobilitazione del movimento NO TAV sarebbe infatti dovuta avvenire" lunedì sera, spiega ancora Massimo Zucchetti, per poi continuare tutta la notte "con una fiaccolata notturna ed una permanenza sul posto ad oltranza. Gli anziani della valle erano disposti ad incatenarsi agli alberi, ad oltranza. Avendolo probabilmente saputo, gli invasori hanno deciso di provare a forzare i tempi".
Il risultato è stato che Luca Abbà, uno dei leader storici del movimento dei NO TAV nonché proprietario di uno di quei terreni che lo Stato vuole espropriare, è salito su un traliccio per resistere all' "occupazione" della Valle, e poco dopo è caduto da 10 metri di altezza, folgorato dall'alta tensione (http://is.gd/14dm8D).
Poco prima di precipitare a terra Luca Abbà stava parlando con Radio Black Out, e allo speacker aveva detto testualmente: "Adesso stacco perché sta salendo un rocciatore e devo attrezzarmi per difendermi".
La Polizia di Stato in una nota precisa che "all'atto dell'incidente occorso al noto attivista NO TAV Luca Abbà, personale in abiti civili presente nei pressi del citato traliccio ha immediatamente e ripetutamente invitato il manifestante a desistere dall'iniziativa e a scendere per porsi in sicurezza. Non cogliendo l'Abbà tale invito, si faceva intervenire personale specializzato del nucleo rocciatori della Polizia di Stato al fine di soccorrere il manifestante, che, invece, dichiarava la sua ferma e convinta intenzione a rimanere sul traliccio, pur di fronte ai ripetuti ammonimenti di pericolo concreto del gesto posto in essere. A tal punto, personale di Polizia, al fine di salvaguardare l'incolumità del predetto, faceva avvicinare al traliccio un attivista del movimento, già presente al presidio Clarea, per ribadire ulteriormente l'invito all'Abbà di porsi in sicurezza, ennesimo invito rimasto inascoltato. Dopo qualche minuto il manifestante cadeva al suolo".
Ma Massimo Zucchetti fa notare non solo come "gli invasori lo hanno incalzato da sotto, spingendolo a salire più in alto" ma anche che "sotto il traliccio non era stata posta alcuna protezione prima di incalzarlo. Avevano molta fretta, si vede".
"Luca è grave e la responsabilità della sua salute sono da attribuire esclusivamente a chi ha ordinato ed eseguito il blitz, mettendo, come poi è stato, a repentaglio la vita delle persone" continua il professore, che sottolinea: "Nemmeno dopo la caduta e le gravissime condizioni in cui versava Luca, c'è stato uno stop dei lavori. Questo appare incredibile, in spregio ad ogni norma di sicurezza e di prudenza, oltre che di rispetto".
Ma quello che è successo a Luca Abbà ha smosso quella parte dell'Italia stanca dei continui sopprusi e di veder quotidianamente calpestati o eliminati i propri diritti in nome, nel caso della TAV, del progresso ma anche dello spread, del pareggio del bilancio e in generale di "mammona".
A Roma, Milano, Torino sono scesi in piazza centinaia di manifestanti, hanno bloccato le ferrovie per qualche ora, hanno manifestato davanti alle prefetture mentre "nella Baita in Val Clarea a ridosso del non-cantiere in fase di allargamento, quindici ragazzi resistenti si sono chiusi dentro per impedirne l'abbattimento con le ruspe. Si temono azioni estreme che possano metterli in pericolo" scrive ancora Massimo Zucchetti, evidenziando come "tutta l'Italia civile si sta mobilitando in solidarietà a Luca ed ai resistenti NO TAV".
Anche il gruppo hacker Anonymous si è unito alla protesta (Revenge for NOTAV come scrivono su Twitter), rendendo per diverso tempo inaccessibile (TANGO DOWN) il sito della Polizia di Stato e dei Carabinieri.
"La TAV dovrebbe quindi essere costruita passando sui nostri corpi - commenta infine Zucchetti - Violentando non solo la natura della Val Susa, oltre che ogni normale regola di buon senso, ma anche i nostri stessi corpi: passando sui corpi dei valsusini, sui corpi di tutti coloro che opponendosi a quest'operazione militare – che ormai nulla ha più a che vedere con un cantiere – verranno calpestati non solo nei diritti ma anche di fatto, nel fisico e nell'incolumità. Saremo noi, che ci opporremo fino all'estremo, che quindi dovremo costituire i piloni e il pavimento del buco TAV nella montagna".
Forza Luca.

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