le notizie che fanno testo, dal 2010

NO TAV, Erri De Luca: testimone della volontà di censura della parola

"Non sono un martire né sono una vittima, sono un testimone della volontà di censura della parola. Questa sentenza sarà un messaggio sulla libertà di espressione" sottolinea Erri De Luca dopo che il pm, nel corso del processo che si sta svolgendo a Torino, ha chiesto 8 mesi di reclusione per il giornalista a scrittore accusato di istigazione a delinquere per via di alcune interviste del 2013.

"Non sono un martire né sono una vittima, sono un testimone della volontà di censura della parola. Questa sentenza sarà un messaggio sulla libertà di espressione" sottolinea Erri De Luca ai cronisti durante una pausa del processo che si sta svolgendo a Torino. Il pubblico ministero ha infatti chiesto 8 mesi di reclusione per il giornalista e scrittore accusato di istigazione a delinquere. Secondo l'accusa, in alcune interviste del 2013 Erri De Luca avrebbe infatti incitato a sabotare il cantiere della Torino-Lione. Per il pm Antonio Rinaudo alcune parole di De Luca sarebbero infatti "inevitabilmente dirette a incidere sull'ordine pubblico". Secondo Rinaudo, De Luca rispose a una domanda specifica sulle molotov e aggiunse che "sabotaggi e vandalismi sono necessari per comprendere che la TAV è nociva". Per questo motivo "è implicito il contenuto di violenza del parallelismo tra sabotaggi e vandalismi". Il pubblico ministero afferma quindi che "la libera manifestazione del pensiero di fronte a una manifestazione che ha contenuto intrinseco di illiceità, com'è l'istigare, non può trovare tutela". Rinaudo sottolinea inoltre che "qualora non avesse voluto commettere questo reato avrebbe potuto citare gli esempi biblici che ha citato in seguito, come le mura di Gerico che crollano solo per le voci e le trombe. Invece no: per far crollare le recinzioni del cantiere occorrono cesoie e bombe molotov di cui sapeva perfettamente". La difesa di Erri De Luca ha invece effettuato una disquisizione sul significato della parola "sabotare" sottolineando alla Corte che oltre al significato "violento" del verbo, c'è l'interpretazione figurata, il cui significato è "intralciare la realizzazione di qualcosa o fare in modo che un'iniziativa altrui non abbia successo".

• DALLA PRIMAPAGINA:

• POTREBBE INTERESSARTI:

• LE ALTRE NOTIZIE: