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Manifestazione NO TAV 23 marzo, Grasso a Vito Crimi: M5S è visita non ispezione

Durante la manifestazione NO TAV del 23 marzo 2013, alcuni parlamentari del MoVimento 5 Stelle "ispezioneranno" il cantiere della Torino-Lione. Ma Pietro Grasso scrive a Vito Crimi sottolineano che si tratta solo di "una visita".

I NO TAV annunciano che alcuni parlamentari del MoVimento 5 Stelle , nel corso della manifestazione del 23 marzo 2013 contro il progetto della Torino-Lione, effettueranno una vera e propria "ispezione parlamentare anche ai sensi della 206-98 (oggi DLT 15-03-2006 n.66) e del Dlgs 292 del 30-6-2000" e che quindi non si tratta "di un visita al cantiere". A contraddire i NO TAV ed il MoVimento 5 Stelle ci pensano il Presidente del Senato e della Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini, che sottolineano che non si può parlare di "ispezione". Piero Grasso scrive quindi una lettera al capogruppo M5S del Senato Vito Crimi, che su Facebook annuncia di essere in viaggio per la Val Susa, dove chiarisce che al cantiere si dovrà entrare in piccoli gruppi e senza accompagnatori. Tra le persone che avrebbero dovuto accompagnare i parlamentari 5 Stelle ci sono i nomi del leader NO TAV Alberto Perino, e poi Lele Rizzo e Luca Abbà.

"La definizione di 'sito strategico nazionale' - comunica Piero Grasso - non consente di ricondurre la vicenda in oggetto alla disciplina prevista dall'articolo 67 della legge 354 del 1975 (quella che autorizza i parlamentari alle visite in carcere ndr), che non può subire un'interpretazione analogica estensiva a fattispecie del tutto diverse". Quella al cantiere della Torino Lione è quindi una visita, scrive Pietro Grasso a Vito Crimi ed è "consentita dai responsabili del cantiere e soggetta alle basilari norme di sicurezza del cantiere medesimo, come già avvenuto per la visita di alcuni componenti del Parlamento Europeo". "La visita in questione potrà quindi essere consentita dai responsabili del cantiere, secondo le relative norme di sicurezza previste" chiarisce anche Laura Boldrini in una lettera inviata alla parlamentare del PD Silvia Fregolent, che sollevava dei dubbi in merito a quella che è "lungi dal costituire una 'ispezione' ", come specifica Pietro Grasso.

I NO TAV precisano però che "i parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno comunicato al Ministero della Difesa il loro accesso all'area della Maddalena nel Comune di Chiomonte, specificando chiaramente che sarebbero entrati sia nella c.d. area di interesse strategico nazionale (il cantiere vero e proprio) che – fondamentale – nelle relative aree limitrofe (e cioè il resto dell'area militarizzata, che non è cantiere vero e proprio)". In altre parole, poiché per accedere all' "area di interesse strategico nazionale" bisogna prima entrare "nelle relative aree limitrofe" i NO TAV chiariscono che i parlamentari del MoVimento 5 Stelle "sabato mattina 23 marzo 2013 entreranno liberamente dal cancello della Centrale idroelettrica che delimita l'area militarizzata, e raggiungeranno senza vincoli – vincoli che nessuno può imporre loro visto che godono delle prerogative dell'art. 301 D. Lgs. 6-10 – il confine di tale zona di 'cantiere-sito strategico di interesse nazionale' ubicata parecchie centinaia di metri più in là, oltre il Museo Archeologico". I NO TAV quindi concludono che solo allora "verranno prese in considerazione le questioni sulla sicurezza e l'incolumità personale". I NO TAV sembrano inoltre ancora dubbiosi in merito al fatto che i parlamentari M5S potranno o meno portare con sé degli accompgnatori. Quel che sembra certo, è che la tensione in vista della manifestazione NO TAV del 23 marzo comincia a salire.

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