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Lettera Noa: procura apre inchiesta. NO TAV: rispediamo tutto al mittente

La procura di Torino ha aperto un fascicolo di indagine sulla lettera firmata dai Noa (Nuclei Operativi Armati) che si dicevano pronti a "praticare la lotta armata di liberazione" in difesa dei diritti dei NO TAV. In un comunicato stampa, però, i NO TAV rispediscono "al mittente (Governo & Co) queste deliranti follie" affermando di conoscere "troppo bene i mandanti di queste operazioni vecchie di quarant'anni".

La procura di Torino ha aperto un fascicolo di indagine sulla lettera firmata dai Noa (Nuclei Operativi Armati), recapitata ieri dapprima alla redazione Ansa di Torino e poi a quelle di Roma e Bologna. Nel documento, i Noa si dicevano "pronti all'azione diretta nei confronti dei mandati e degli esecutori della strategia repressiva che sta togliendo libertà e prospettiva al movimento NO TAV" annunciando che è "il momento di praticare la lotta armata di liberazione" anche con "condanne a morte" sentenziate dal "tribunale rivoluzionario". Nella lettera di tre pagine, i Noa prendono di mira il capo della Digos, Giuseppe Petronzi, il senatore del PD Stefano Esposito, il direttore del cantiere di Chiomonte Massimo Bufalini e Massimo Mattreucci, presidente della cooperativa edilizia che lavora nel cantiere. La Procura ipotizza il reato di "minacce". In un comunicato stampa, però, NO TAV "rispediscono al mittente (Governo & Co) queste deliranti follie", riferendosi alla lettera del Noa spedita alle agenzie di stampa, spiegando: "Abbiamo più volte ribadito che il DNA del Movimento NO TAV è quello di essere un movimento popolare, di massa e pronto a praticare, a viso aperto, le necessarie forme di disobbedienza civile ma senza alcuno spazio per la violenza contro le persone. Nessuno ha alcun titolo e nessuno può permettersi di strumentalizzare il Movimento e tantomeno di pensare di potersi sostituire al percorso di lotta che il Movimento NO TAV ha deciso e costruito, collettivamente, nella pratica quotidiana e a viso aperto". I NO TAV concludono quindi: "Conosciamo troppo bene i mandanti di queste operazioni vecchie di quarant'anni". A far insospettire i NO TAV sulla "fondatezza" della lettera di minacce il fatto che sia arrivata "a pochi giorni dalle manifestazioni nazionali previste per il 22 febbraio" in molte città italiane.

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