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Cancellieri: TAV "rischia trasformarsi in questione d'ordine pubblico"

TAV "madre di tutte le preoccupazioni" e che "rischia di trasformarsi in una questione di ordine pubblico". La replica di Alberto Perino, leader del movimento NO TAV e la battuta comica di Beppe Grillo.

Mentre il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri ipotizza, naturalmente con "razionalizzazione", l'uso dell'esercito per combattere la presunta nuova ondata di terrorismo, che avrebbe origine dalla rivendicazione della gambizzazione dell'Ad di Ansaldo Nucleare Roberto Adinolfi (http://www.mainfatti.it/Finmeccanica/Rivendicazione-gambizzazione-Adinolfi-colpire-la-piovra-Finmeccanica_043664033.htm), da Alessandria spiegava anche che il "TAV è la madre di tutte le preoccupazioni". Immediate le repliche a tale affermazione, con Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, che giudica per esempio le parole del ministro Cancellieri "vergognose", sottolineando che "la Val di Susa non è un problema di ordine pubblico e nulla ha a che fare con il terrorismo. I NO TAV dicono da sempre 'no' ad ogni forma di violenza - aggiungendo - il problema è la militarizzazione della valle, semmai. Serve una forte lotta dello Stato contro il terrorismo ma nessuna strumentalizzazione delle lotte sociali".
Naturalmente non si fa attendere anche la risposta del movimento NO TAV, che sul sito notav.info (http://www.notav.info/top/cancellieri-tav-madre-di-tutte/), si rivolge direttamente al ministro Cancellieri ricordando che "se per lei la 'TAV è la madre di tutte le preoccupazioni', sappia che lo è anche per noi, infatti non passiamo giorno per impedirvi di farla. Ma si metta, lei e i suoi colleghi di ogni sorta, il cuore in pace: questa lotta è una lotta di popolo massificata e radicata e purtroppo per lei/voi, non è possibile ridurla all'iniziativa di qualche esagitato o di qualche gruppuscolo armato - concludendo - Poi ministro noi l'esercito è da mesi che lo vediamo e ci sembra che stia lì a Chiomonte a difendere i vostri interessi che come per tante altre cose, non sono quelli dei cittadini e delle cittadine di questo Paese. Infine potrebbe dare altre risposte in merito a questa vicenda, un po' più credibili di polizia ed esercito, in fondo sarebbe il compito di un governo, anche tecnico".
Sul sito del ministero dell'Interno viene quindi pubblicata una nota di precisazione, dove si sottolinea che l'affermazione della Cancellieri "non è legata in alcun modo al rischio terroristico ma alle preoccupazioni relative alle opere da realizzare per l'alta velocità 'Torino-Lione', alle esigenze delle comunità locali e ai problemi di ordine pubblico".
Le parole del ministro Cancellieri sembrano essere state quindi ben interpretate soprattutto da Alberto Perino, leader del movimento NO TAV, che in una intervista a Repubblica TV (http://is.gd/IwThTP) chiarisce: "Io penso che sono preoccupati perché il TAV è la cassaforte dei partiti e dei politici, per il sistema delle tangenti, quindi giustamente sono molto preoccupati".
Perino in conclusione aggiunge però che "i problemi di terrorismo, e roba del genere, se li vedono i politici, visto e considerato che hanno messo De Gennaro a fare il viceministro - un nome una garanzia, se loro sono contenti così noi siamo un po' preoccupati - perché ne abbiamo viste un po' troppe in questi ultimi tempi. Se dicono che faranno un attentato al TAV è sicuro che lo faranno, perché lo faranno loro, sanno anche il posto, l'ora e il dove. Mi sembra che in Italia su queste cose abbiamo una storia incredibile. Il giorno che lei (rivolto al giornalista di Repubblica TV, ndr) saprà dirmi chi ha messo le bombe da Piazza Fontana in poi, io smetterò di credere che siano coinvolti i servizi segreti e quindi, ovviamente, De Gennaro che da una vita è infilato lì dentro".
In una intervista a La Stampa, infatti, il ministro dell'Interno Anna Maria Cacellieri precisa che "sarebbe sbagliato sottovalutare che, anche se minoranza, c'è una fetta di opinione pubblica che avversa l'opera" aggiungendo che "il timore è che il terrorismo anarco insurrezionalista possa strumentalizzare questo dissenso e colpire chi ha responsabilità nei lavori per le opere TAV".
La Cancellieri quindi afferma che "il malcontento potrebbe saldarsi con le fasce radicali di movimenti. Penso a frange della popolazione della Val di Susa che potrebbero trovarsi in sintonia con NO TAV e anarco insurrezionalisti", annunciando che il governo dovrà "lavorare in queste ore perché non si realizzi questa saldatura" visto che il TAV "rischia di trasformarsi in una questione di ordine pubblico, mentre in realtà per la popolazione locale e le istituzioni rappresenta, o dovrebbe rappresentare, un'opportunità". Qualcuno potrebbe però far notare al ministro che dovrebbe essere appunto la "popolazione locale" a stabilire se il TAV sia un'opportunità o meno, come d'altronde viene sancito anche dalla "convenzione di Aarhus" (http://is.gd/E3NZ5f), quotidianamente violata in Val di Susa.
Nel dibattito NO TAV e Anna Maria Cancellieri si inserisce anche Beppe Grillo, che però si limita a descrivere il ministro come "la nonna di tutte le preoccupazioni", forse perché in piena campagna elettorale per le amministrative del MoVimento 5 Stelle alcune "battaglie" è meglio combatterle in retrovia.

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