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Blitz contro NO TAV. E quello contro chi vìola convenzione di Aarhus?

Ieri un blitz, o meglio una "operazione del tutto mediatica per deligittimare il movimento NO TAV", come l'ha definita il leader di NO TAV Alberto Perino. E a quando un blitz contro chi vìola la convenzione di Aarhus?

Cosa è successo ieri mattina in Val di Susa? Basta leggere uno qualsiasi dei tanti articoli apparsi sui quotidiani mainstream per apprendere che un blitz delle forze dell'ordine, su mandato dela Procura di Torino, ha portato all'arresto di diversi componenti dei NO TAV, accusati di aver commesso atti di violenza nel corso della manifestazione dei primi di luglio scorso. In tutto ci sarebbero 26 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 1 persona ai domiciliari e 15 obblighi di dimora. E come vengono descritti tali attivisti? "L'ex brigatista e il leader del centro sociale. L'anarchico ragazzino e il barbiere. C'è un filo rosso tra generazioni nell'elenco degli arrestati durante il blitz contro gli esponenti dei centro sociali, dell'area anarchica e dell'autonomia che hanno partecipato alle manifestazioni No TAV in Val Susa la scorsa estate" scrive La Stampa in un articolo non firmato (http://is.gd/PY0Z6H).
"La magistratura presenta dunque il conto per i violenti scontri del 3 luglio in Val di Susa, quando centinaia di militanti NO TAV assalirono le forze dell'ordine che presidiavano il cantiere dell'Alta velocità Torino-Lione", riporta invece Marco Imarisio del Corriere della Sera (http://is.gd/Lx5M5Z).
Tra gli arrestati anche Guido Fissore, consigliere comunale di Villar Focchiardo. Nel corso di una conferenza stampa Valentina Cancelli, assessore alla Cultura di Villar Focchiardo, descrive così il "pericolosissimo" collega NO TAV portato in carcere: "Oltre ad avere 67 anni, si dedica ad attività del tipo: essere presidente di un'associazione di volontariato che accompagna all'ospedale i malati non in grado di andarci autonomamente; si occupa di raccogliere la spesa solidale per portarle alle famiglie più bisognose del nostro Paese, si occupa di accompagnare i bambini della scuola primaria alla mensa, dato che il nostro governo taglia i fondi alla scuola e non ci sono più gli insegnanti che possono fare questo servizio". Guido Fissore è stato forse anche "reo" di accompagnare tre classi di un liceo in provincia di Bergamo in gita scolastica davanti alle reti del cantiere in Val di Susa, dove "la Digos è uscita e ha chiesto i documenti ai professori di religione" come spiegava lo stesso consigliere comunale di Villar Focchiardo nel dicembre scorso.
In carcere (la lista completa la riporta sempre La Stampa) anche Mario Nucera, di 58 anni, barbiere di Bussoleno e "cuore della lotta NO TAV" come viene descritto nel sito notav.info, che annuncia: "Con l'associazione Etinomia (imprese e artigiani per il NO TAV) da stasera (26 gennaio, ndr) il negozio verrà prontamente riaperto, non un solo giorno deve chiudere e nella bottega artigianale molti colleghi si alterneranno, donando la loro manualità in attesa del ritorno di Mario che è anche un padre e marito molto amato con tre figli anch'essi NO TAV. Dalle parole dei colleghi ancora una volta 'si parte e si torna insieme' ". Perché il blitz di ieri mattina, se è vero che mirava "a fiaccare la lotta simbolo della resistenza allo strapotere di quelle grandi lobby della finanza e partitico-imprenditoriali che hanno messo il paese in ginocchio e lo portano alla bancarotta creando un debito pubblico sempre più insostenibile" come spiega il Comitato NO TAV Torino (http://www.notavtorino.org), ha probabilmente sortito l'effetto contrario. "Se questa operazione doveva servire a rallentare il movimento già dalle prime ore ha sortito l'effetto contrario, attività, voglia di fare, voglia di lottare" scrive notav.info, che commenta: "Si può tranquillamente dire che le cartucce a disposizione della questura e delle truppe 'sì tav' siano alla fine, dopo questo non resta molto, a breve ci sarà il tentativo di allargamento del cantiere per provare il reale inizio dei lavori, lì si vedranno i risultati. Già da oggi in quella direzione il movimento ha rilanciato, lì si giocherà gran parte di questa lotta, lì si arriverà, nonostante gli arresti, ancora una volta pronti e determinati".
La forza dei NO TAV sta infatti nell'unione, e nella convinzione delle proprie idee. "La repressione tenta di colpire laddove la politica ha fallito, ma le manette non possono chiudere la bocca ad una resistenza popolare che da oltre vent'anni difende il proprio territorio e i beni comuni: migliaia di cittadini, amministratori e tecnici, che hanno sempre agito in modo pacifico e determinato, continueranno a denunciare la truffa del TAV e le illegalità che la supportano", ribadisce il Comitato NO TAV Torino.
Per Alberto Perino, leader dei NO TAV, il blitz è infatti "una operazione del tutto mediatica per deligittimare il movimento NO TAV in un momento estremamente delicato, in cui tutta Italia sta prendendo fuoco e quindi ovviamente bisogna dimostrare che non siamo valligiani, perché infatti della Valle ne hanno arrestato soltanto due" e quindi la lotta contro la Torino-Lione "è inquinata e che la gente non è più con noi. Questo è il discorso che gli interessa dimostrare".
In una intervista rilasciata al blog di Beppe Grillo sempre Perino continua il discorso, sottolineando che questo "è il segnale, perché siccome il movimento NO TAV era un movimento di spicco del panorama italiano e era visto da molti come un faro di resistenza e di libertà, colpendo il movimento NO TAV si vuole rimandare a cuccia tutti quelli che stanno cercando di rialzare la testa contro questo governo infame!". Alberto Perino ricorda quindi che "in valle hanno arrestato un Consigliere comunale stimatissimo in tutta la valle, accusato di avere utilizzato una stampella, in quel momento aveva una gamba fuori uso per resistere ai poliziotti che stavano sgombrando contro gli scudi dei poliziotti che venivano a sgombrare la Maddalena di Piemonte, il giorno 27 giugno del 2011 e l'altro è un barbiere di Bussoleno che non partecipava alla manifestazione del 3 luglio e erano la stessa zona dove c'era Beppe Grillo che ci hanno gasati tutti, compreso Beppe!".
"Gasati" anche con lacrimogeni "al CS (orto-clorobenziliden-malononitrile)" che "rientrano tra le cosiddette 'armi chimiche' " (come denunciava Beppe Grillo - http://is.gd/Mk2Uyf), e anche per questo qualcuno forse si starà chiedendo se la stessa solerzia utilizzata nel voler rintracciare chi si sarebbe reso colpevole di atti violenti in Val di Susa verrà usata per capire, perlomeno, quanto sia lecito servirsi di tali armamentari per "reprimere" una manifestazione.
Qualcun'altro ricorderà invece la denuncia di Sonia Alfano, parlamentare europea e membro della commissione "LIBE - Libertà civili, giustizia e affari interni", che spiegava come l'occupazione delle forze armate in Val di Susa "vìoli palesemente la convenzione di Aarhus (http://www.peacelink.it/ecologia/docs/3091.pdf), ratificata con decisione del Consiglio 2005-370-CE, che stabilisce i principi della partecipazione dei cittadini al processo decisionale anche e soprattutto quando si tratta di grandi opere sul territorio". La convenzione di Aarhus all'articolo 1 stabilisce infatti che "Per contribuire a tutelare il diritto di ogni persona, nelle generazioni presenti e future, a vivere in un ambiente atto ad assicurare la sua salute e il suo benessere, ciascuna Parte garantisce il diritto di accesso alle informazioni, di partecipazione del pubblico ai processi decisionali e di accesso alla giustizia in materia ambientale in conformità delle disposizioni della presente convenzione", tanto che Sonia Alfano chiariva che "alla base della convenzione c'è il dato imprescindibile che debba essere sempre e comunque tenuto in considerazione il parere dei cittadini; in Val di Susa ciò è stato sempre e costantemente violato. Nessuno vuole quell'opera, eccetto i poteri forti dell'imprenditoria e della politica, di destra e di sinistra".
Ma se in Val di Susa è sempre stato violato il parere dei cittadini, e quindi di conseguenza la convenzione di Aarhus, la magistratura non dovrebbe forse indagare per riportare la giustizia in una Valle dove i suoi abitanti cercano solamente di proteggere l'ambiente che li circonda, la propria salute e anche di chi lavorerà nel cantiere (vedi "Una lezione di Protezione dalle Radiazioni dal Politecnico alla Maddalena. Impatto ambientale delle polveri di Uranio: nei Balcani, in Iraq, in Sardegna, ma non in Valsusa" di Massimo Zucchetti al presidio NO TAV di Chiomonte dello scorso 14 giugno - http://is.gd/jXsFPX)? In tanti quindi non smettono probabilmente di sperare che prima o poi ci sia anche un blitz contro chi continua a calpestare impunemente i diritti dei cittadini, che spesso invece vengono ancora considerati come sudditi.

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