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Referendum Svizzera: sì a tetto immigrazione stranieri, anche italiani

La Svizzera ha votato sì nel referendum che chiede l'introduzione di un tetto per i nuovi residenti, per i lavoratori frontalieri e i richiedenti asilo politico. La Svizzera, che non è un memebro dell'Unione europea, dovrà quindi rinegoziare con Bruxelles i trattati internazionali sulla circolazione degli stranieri nel Paese. Dal referendum, saranno penalizzati anche i circa 60mila cittadini italiani che lavorano come pendolari in Canton Ticino.

La Svizzera ha votato nel referendum che imporrà al governo di attuare una norma che ponga un tetto all'immigrazione degli stranieri. Il referendum, passato con un esiguo 50,3%, chiede infatti l'introduzione di un tetto per i nuovi residenti, per i lavoratori frontalieri e i richiedenti asilo politico. Il governo svizzero dovrà quindi, entro 3 anni, rinegoziare i trattati internazionali sulla circolazione degli stranieri nel Paese. Il referendum della Svizzera penalizzerà in maniera particolare i circa 60mila cittadini italiani che lavorano come pendolari in Canton Ticino. Ed infatti, è stato proprio nel Canton Ticino che si è realizzata la percentuale più alta dei all'introduzione del limite all'immigrazione. L'obiettivo dei promotori del referendum, tra i quali il partito di destra dell'Udc/Svp guidato da Toni Brunner, è infatti quello di dare priorità nella assunzioni ai cittadini svizzeri, che in questi hanno sono stati penalizzati dai molti stranieri, soprattutto italiani, che accettavano lavori in Svizzera a salari più bassi rispetto a quelli che di norma vengono offerti ai residenti. Già due anni fa la Svizzera aveva introdotto delle quote per gli immigrati provenienti da otto Paesi dell'Europa centrale e orientale. Con questo referendum, si punta a fissare un tetto anche per quegli immigrati provenienti dall'Europa occidentale. Da ricordare che la Svizzera non è membro dell'Unione europea, anche se ha firmato diversi accordi di cooperazione bilaterale con Bruxelles, compreso quello, ormai da rinegoziare, che finora garantisce ai cittadini dell'UE di vivere e lavorare in Svizzera, e viceversa ai cittadini svizzeri di fare lo stesso nei Paesi europei. In una nota, l'UE afferma che il referendum "va contro il principio della libera circolazione delle persone tra l'UE e la Svizzera" anticipando che "la commissione europea esaminerà le implicazioni del referendum sul complesso delle relazioni con la Svizzera". Su Twitter, il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz cinguetta criticamente: "La Svizzera trae vantaggi dal mercato internazionale, la libertà di movimento è cruciale. Le reazioni nazionali devono essere pacate. I trattati devono essere rispettati". Ma, sottolineano altri, anche il volere del popolo.

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