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Susanna Camusso a Monti: manovra socialmente insopportabile e non equa

Susanna Camusso non si lascia intenerire dalle lacrime di Elsa Fornero e sottolinea non solo che trova "complicato dare un giudizio di equità su questa manovra" ma che la riforma delle pensioni è "socialmente insopportabile".

Non si lascia intenerire, Susanna Camusso, dalle lacrime versate da Elsa Fornero, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali del governo Monti, quando annuncia che per il 2012 e il 2013 vi sarà il blocco dell'adeguamento annuale delle pensioni in base all'inflazione. La leader della CGIL continua a rimanere più che critica verso la manovra correttiva e in particolare in merito alla riforma delle pensioni (leggi http://is.gd/AcEDqx), che abolisce quelle di anzianità per andare a chiamarle "pensioni anticipate", come se smettere di lavorare dopo soli 40 anni, comincia a pensare qualcuno, fosse una specie di regalo concesso dallo Stato. Che infatti ora non lo permette più, visto che l'età della vecchiaia è stata innalzata per tutti e chi riuscirà ad andare in pensione un po' prima sarà anche penalizzato. Per la Camusso questa manovra, basata in larga parte sul risparmio che otterà lo Stato dal sistema previdenziale, è solamente un "fare cassa sui poveri del nostro paese", tanto che la leader della CGIL trova "complicato dare un giudizio di equità su questa manovra". Le manovre varate dalla Fornero e dal governo provocheranno inoltre, secondo Susanna Camusso, "un peggioramento della condizione di crisi", rendendo quindi di fatto recessivo il carattere della correzione di bilancio, tanto da giudicare il peso della manovra "socialmente insopportabile". La manovra di Mario Monti varrà in tutto circa 20 miliardi di euro al netto, ma la Camusso sottolinea che non sono state prese in considerazione una "serie di scelte che si potevano e si possono ancora fare", come, elenca il segretario della CGIL, "un accordo con la Svizzera per il pagamento delle imposte sui depositi bancari" ma anche "una rivisitazione della tassazione sui capitali scudati, fino alla cancellazione della commessa per i bombardieri F 35 che da sola vale 13 miliardi". Un risparmio, quest'ultimo, che avrebbe risolto quindi gran parte del problema. La Camusso fa notare poi che "manca una tassa sulle grandi ricchezze perché la tassazione sulla casa reintrodotta sembra cadere ancora una volta sui soliti noti mentre la lotta all'evasione è in continuità con il passato governo", domandando quindi al premier Monti, forse un po' ironicamente: "Ma non doveva essere una manovra equa?". Durante la conferenza stampa, svoltasi dopo la riunione chiamata da Monti con tutte le parti sociali, Susanna Camusso si appella infine a CISL e UIL, critiche a loro volta rispetto alla riforma delle pensioni, affinché si giunga ad "un'iniziativa comune", per cercare di cambiare la "parte iniqua della manovra economica". La CGIL, specifica quindi in una nota, ha chiesto un incontro alle due organizzazioni sindacali "per valutare le conseguenze sui lavoratori e sui pensionati".

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