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Sciopero 12 dicembre, Camusso: Renzi "tira dritto"? Proteste continueranno

E' alta l'adesione allo sciopero genrale di oggi 12 dicembre 2014 proclamato dalla CGIL e UIL contro il Jobs Act e la legge di stabilità 2014. Susanna Camusso invita il governo a modificare la riforma del mercato del lavoro estendendo a tutti le tutele sui licenziamenti ingiusti invece di cancellarle per i nuovi assunti, avvertendo che se Matteo Renzi continuerà a "tirare dritto" le proteste continueranno.

"Grazie per averci stupito con la vostra passione, svuotando i luoghi del lavoro e riempiendo le piazze" sottolinea Susanna Camusso dal palco di Torino, commentando con soddisfazione l'adesione allo sciopero generale proclamato insieme alla UIL, che supera il 70%. Sono oltre 50 le manifestazioni organizzate dai sindacati in tutta Italia in concomitanza dello sciopero di oggi 12 dicembre 2014, proclamato per protestare contro la politica del governo Renzi e in particolare contro il Jobs Act e la legge di stabilità 2015. Per Susanna Camusso, infatti, i due provvedimenti due provvedimenti che non portano il Paese nella "giusta direzione", ossia quella della creazione di lavoro ricordando che senza il lavoro, l'Italia "non esce dalla crisi, ma ci sprofonda dentro". Il segretario della CGIL domanda retoricamente: "Un Paese in cui il lavoro è sempre più frammentato e privo di diritti, crescerà o scivolerà sempre di più nella povertà?" Susanna Camusso invita quindi Matteo Renzi a dare una vera risposta ai "3 milioni di disoccupati" italiani. La leader del sindacato di Corso Italia ribadisce quindi che il governo non dovrebbe "distribuire delle risorse a pioggia al sistema delle imprese" ma finanziare in maniera mirata "la ricerca, gli investimenti e le nuove assunzioni" lottando allo stesso tempo contro "la corruzione, l'evasione e gli appalti al massimo ribasso". In merito al Jobs Act, la CGIL è chiara: "Non cancella la precarietà e non estende i diritti e le tutele, a dispetto invece della propaganda sostenuta". Susanna Camusso sottolinea infatti: "Per Matteo Renzi lo Statuto dei lavoratori è vecchio perché ha 40 anni. E allora cosa ne sarà della Costituzione che ne ha 70?". La leader sindacale quindi conclude che le proteste continueranno se Matteo Renzi continuerà a "tirare dritto" solo per la sua strada, invitando il governo a modificare la riforma del mercato del lavoro estendendo a tutti le tutele sui licenziamenti ingiusti invece di cancellarle per i nuovi assunti, che non avranno più l'articolo 18 e verranno assunti con dei contratti a tutele crescenti.

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