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Modifica articolo 18: licenziamenti facili anche per gli statali?

La modifica dell'articolo 18 voluta da Monti e dalla Fornero potrebbe riguardare non solo il settore provato ma anche i dipendenti pubblici. Il Dipartimento della Funzione Pubblica, pur rassicurando, non smentisce le preoccupazioni.

Mentre in queste ultime ore si accende il dibattito sulla riforma del lavoro, e in particolare sulla modifica dell'articolo 18 voluta dal governo Monti, con il PD che si trova al centro di due fuochi (la tenuta del governo contro la tenuta dei propri elettori), è sempre la CGIL a suonare l'ennesimo campanello d'allarme. Nel corso della conferenza stampa a Corso Italia il segretario della CGIL Susanna Camusso sottolinea infatti che "il pacchetto di sciopero" di 16 ore contro la riforma del lavoro "riguarda sia i lavoratori privati che i lavoratori pubblici" perché, spiega: "Non sappiamo bene in ragione di quali strani fenomeni c'è una nota del Ministero della Funzione Pubblica che dice che la modifica dell'articolo 18 si applicherà anche al lavoro pubblico".
"Vorremmo fosse chiaro al Ministero della Funzione Pubblica che ciò non può essere e che ancora dentro il pubblico si rappresenterebbero dei problemi ancor diversi da quelli del lavoro privato - chiarisce quindi Susanna Camusso - Vorremmo per esempio non trovarci di fronte e scoprire che bisogna ancora difendere la libertà di insegnamento, perché ci si può inventare un licenziamento economico di fronte ad un insegnante magari non gradito a qualche forza politica".
In seguito una fonte del ministero del Lavoro pare rassicurare che le modifiche dell'articolo 18 contenute all'interno della riforma del mercato del lavoro "non riguarderanno gli statali", tanto che al tavolo della trattativa "non ha partecipato il ministro della Funzione Pubblica, Patroni Griffi".
Anche Luigi Angeletti della Uil va a precisare che "la legge 300 si è sempre e solo applicata al privato" e che quindi la modifica dell'articolo 18 non riguarderà gli statali.
In una nota del 21 marzo 2012, però, il Dipartimento della Funzione Pubblica spiega che "solo all'esito della definizione del testo che riguarda la riforma del mercato del lavoro si potranno prendere in considerazione gli effetti che essa potrebbe avere sul settore pubblico. Nel qual caso è possibile che si valuterà se ricorra l'esigenza di norme che tengano conto delle peculiarità del lavoro pubblico".
Una precisazione, quella del Dipartimento della Funzione Pubblica, che quindi continua a destare non poca preoccupazione, poiché attualmente, per come è stata presentata la riforma del lavoro, la modifica dell'articolo 18 sembra che potrebbe permettere i cosiddetti "licenziamenti facili" anche nel pubblico impiego e nella pubblica amministrazione. D'altronde, come specifica sempre Susanna Camusso, il governo Monti sta "usando i giovani per ridurre la condizione (dei diritti, ndr) di quelli che già ci sono e per ridurre la condizione dei giovani stessi in prospettiva".

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