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Camusso ribatte a Monti: Parlamento è sovrano, no a condizionamenti

Susanna Camusso ribatte alle dichiarazioni di Mario Monti, assicurando che "il Paese è sereno", perché "sovrano rimane il Parlamento". Vertice tra Pier Luigi Bersani, Angelino Alfano e Pier Ferdinando Casini sulla riforma del lavoro, in attesa del ddl che deve approvare in Parlamento.

A quello che è sembrato a molti il diktat di Mario Monti (http://is.gd/mc2Arx) risponde Susanna Camusso. Al premier che afferma che "se il Paese attraverso le sue forze sociali e politiche non si sente pronto per quello che noi riteniamo un buon lavoro non chiederemmo di continuare per arrivare a una certa data", la numero uno della CGIL ribatte infatti che non c'è motivo di preoccuparsi visto che "il Paese è sereno", perché convinta del fatto che "sovrano rimane il Parlamento".
Susanna Camusso sottolinea che "tutto possiamo permetterci tranne che non avere il riconoscimento del ruolo legislativo del Parlamento, che non può essere in nessun modo condizionato", e per questo la CGIL non mancherà "di intervenire sicuramente sul reintegro rispetto al tema del licenziamento economico", nonostante Elsa Fornero anticipava che "il governo non accetterà che questo disegno di legge venga snaturato, o ridotto in polpette".
Questo pomeriggio si sono riuniti in un vertice a Palazzo Chigi i leader dei partiti di maggioranza Angelino Alfano (Pdl), Pier Luigi Bersani (PD) e Pierferdinando Casini (Terzo Polo), con Dario Franceschini che comunque raassicura l'esecutivo sul fatto che appena il disegno di legge sulla riforma del lavoro approderà alla Camera questo verrà approvato "con le dovute modifiche, entro 30 giorni", perché il Partito Democratico non ha assolutamente "intenti dilatori".
Di sicuro questa volta tra Alfano, Casini e Bersani ci saranno meno sorrisi e fotografie postate su Twitter (http://is.gd/wnjbfo), visto che il segretario politico del partito della libertà ha già anticipato che o si fa una "buona riforma", cioè quella che vuole il governo, oppure "nessuna riforma".
Alfano spiega infatti che "se dobbiamo fare una riformetta fra 5-6 mesi aspettiamo 12 mesi, quando ci saranno le elezioni politiche, e se vincerà la sinistra farà la sua riforma dettata dalla CGIL, e se come penso vinceremo noi faremo la nostra riforma proseguendo il cammino e le idee di Marco Biagi".
Ad aumentare le distanze tra questa grande maggioranza parlamentare PD, Pdl e Udc che sostiene il governo Monti ci pensa infine Fabrizio Cicchitto quando dichiara che il premier "non ha tutti i torti quando dice che non ha intenzione di farsi cuocere a fuoco lento", sottolineando che "è il PD che ha la responsabilità principale di questa situazione" perché "è sempre più evidente che Bersani vuole votare ad ottobre con questa legge elettorale ritenendo di avere con essa la vittoria in tasca: una legge elettorale giudicata pessima nelle dichiarazioni pubbliche, ma ottima sia per conquistare il potere, sia ai fini interni del PD".
Non si fa attendere la risposta di Pier Luigi Bersani prima dell'inizio dell'incontro con Casini e Alfano, che precisa: "Non capisco da dove escano queste stupidaggini: certamente non da noi - aggiungendo - al vertice si parla di riforme... Poi vediamo".

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