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CGIL: no paura confronto con aziende. Fiom: serve discontinuità

La Fiom aveva chiesto alla CGIL di sospendere il negoziato con le aziende sulla produttività, ma di fatto la Camusso spiega che non intende sottrarsi al confronto. Landini, numero uno della Fiom: serve "discontinuità" da Epifani.

"Siccome nessuno di noi è certo di poter dire che tra un mese il governo sarà finito dobbiamo avere il passo di chi è in grado di reggere per tutta la legislatura, continuando a contrastare questo governo, non immaginandoci che c'è la spallata dietro l'angolo perché purtroppo non c'è", sostiene ieri Susanna Camusso, neo segretario nazionale della CGIL, dal palco dell'assemblea dei delegati del sidacato di Bologna. La Fiom aveva chiesto alla CGIL di sospendere il negoziato con le aziende sulla produttività, ma di fatto la Camusso spiega che non intende sottrarsi al confronto: "Noi non abbiamo paura del confronto con gli altri, non ne abbiamo mai avuta. Non ci autoescludiamo dai tavoli e non ci sottraiamo al confronto". Dall'altra parter Maurizio Landini, numero uno della Fiom, spiega che la Camusso "sta proseguendo quanto definito da Epifani" perché non gli sembra che ci siano "elementi di particolare diversità", sottolineando come invece serva "discontinuità". O perlomeno, è quello che la Fiom chiede.

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