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Sud Sudan, ribelli di Machar riconquistano Nassir. ONU: violata tregua

La Missione delle Nazioni Unite nel Sud Sudan (UNMISS) definisce come "la più grave ripresa delle ostilità" l'attacco lanciato dai ribelli fedeli a Machar per riprendere il controllo di Nassir Town. Ban Ki-moon avverte: ci saranno "conseguenze" se rimarranno coinvolti negli scontri civili delle forze di pace delle Nazioni Unite o innocenti del luogo.

La Missione delle Nazioni Unite nel Sud Sudan (UNMISS) ha definito l'attacco lanciato ieri dai ribelli per riprendere il controllo di una località strategica vicino al confine con l’Etiopia come "la più grave ripresa delle ostilità" da quando il presidente Salva Kiir Mayardit e il suo ex vice, il capo ribelle Riek Machar, hanno sottoscritto il 9 maggio scorso, nella capitale etiope di Addis Abeba, una tregua. I combattenti fedeli a Machar hanno colpito Nassir Town nello stato del Nilo Superiore, loro ex quartier generale, situata 500 chilometri a nord della capitale Juba, recuperata dai governativi a maggio. Secondo quanto riferito dal suo portavoce, il segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon ha espresso preoccupazione in merito all'attacco perché questo "mina l'intenso impegno politico regionale e internazionale per la ripresa dei negoziati e di una risoluzione pacifica" del conflitto. Ban Ki-moon ha quindi invitato Machar a cessare immediatamente tutte le operazioni offensive su Nassir e in altri punti, e il governo del Sud Sudan ad astenersi dal lanciare una controffensiva. Ban Ki-moon ha quindi avvertito che ci saranno "conseguenze" se rimarranno coinvolti negli scontri civili delle forze di pace delle Nazioni Unite o innocenti del luogo. Un portavoce dei ribelli ha però definito l’attacco un’azione di "auto-difesa", aggiungendo: "La caduta di Nasir spiana la strada alle forze militari per tornare a concentrarsi sui giacimenti petroliferi di Poloich, Maban e Malakal".

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