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Meriam Yeilah Ibrahim fermata di nuovo per un documento di viaggio

Meriam Yeilah Ibrahim, dopo la scarcerazione, è stata fermata insieme alla sua famiglia all'aeroporto di Khartoum mentre stavano imbarcandosi per gli Stati Uniti. La donna è stata fermata a causa di un "documento di viaggio di emergenza", che le autorità sudanesi potrebbero considerare come una "violazione criminale".

Dopo la scarcerazione, Meriam Yeilah Ibrahim e la sua famiglia sono stati fermati all’aeroporto di Khartoum mentre stavano imbarcandosi per gli Stati Uniti. Come riporta l'agenzia di stampa Misna, una fonte del Ministero degli Esteri del Sudan spiega: "La polizia ha trattenuto la signora Meriam Yeilah Ibrahim dopo aver presentato un documento di viaggio di emergenza rilasciato dall’ambasciata sud sudanese portando un visto americano. Le autorità sudanesi considerano ciò una violazione criminale, ed è per questo che il Ministero degli Esteri ha convocato degli Stati Uniti e del’ambasciatore del Sud Sudan". Da sottolineare che per il codice penale del Sudan, la creazione di un documento è punibile fino a cinque anni di carcere. Una portavoce del Dipartimento di Stato americano conferma che "Meriam Yeilah Ibrahim era stata temporaneamente fermata in aeroporto per essere interrogata sulle questioni relative al suo viaggio e ai documenti di viaggio" ma precisa: "Non è stata arrestata". L’ambasciata americana auspica però di risolvere quanto prima la questione. Nonostante questo, Daniel Wani, il marito di Meriam, sarebbe "molto preoccupato" e chiederebbe anche l'intervento dell'Italia per sbloccare con il governo sudanese la situazione della donna cristiana, come riporta Antonella Napoli, presidente di Italians for Darfur.

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