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Striscia la Notizia risponde a "menzogne" Agenzia delle Entrate dette in Commissione

"Striscia la notizia risponderà questa sera alle infamanti menzogne dell'Agenzia delle entrate. La direttrice dell'Agenzia, Rossella Orlandi, durante un'audizione alla Commissione Finanze della Camera ha voluto insistere nella sua vessatoria campagna di bugie e minacce", viene anticipato in un comunicato Mediaset.

"Striscia la notizia risponderà questa sera alle infamanti menzogne dell'Agenzia delle Entrate" annuncia in una nota Mediaset, riassumendo: "La direttrice dell'Agenzia, Rossella Orlandi, durante un'audizione alla Commissione Finanze della Camera, cioè davanti a un gruppo di deputati eletti dagli italiani, ha voluto insistere nella sua vessatoria campagna di bugie e minacce con cui, già la settimana scorsa, aveva attaccato Striscia la notizia".
"La dottoressa Orlandi vuol far credere che abbiamo aizzato i cittadini contro i funzionari dell'Agenzia e che 'solo per difendere i suoi dipendenti' lei avrebbe deciso di farci causa per diffamazione e istigazione a delinquere. - si aggiunge - È vero il contrario. Nessun suggerimento da parte nostra. Ci siamo limitati a mostrare, stigmatizzandoli ogni volta, dieci 'sfoghi' arrivati dai nostri segnalatori, che danno la misura di un'esasperazione sempre più diffusa. Soltanto la disperazione può spingere un contribuente a 'proporre' di «bruciare la casa del funzionario che ha firmato l'accertamento», o addirittura di «darsi fuoco per far conoscere l'ingiustizia subita»".
"Proprio per abbassare i toni di un risentimento crescente contro l'Agenzia, ci siamo molte volte appellati al Presidente Sergio Mattarella invocando un suo intervento per mitigare la rabbia di tanti cittadini che vogliono pagare le tasse ma hanno la sensazione di essere finiti in un incubo" ricorda quindi Striscia la notizia.
"Di fronte a tutto ciò - concludono dal Tg satirico -, la dottoressa Orlandi non trova di meglio che richiamare episodi anteriori di anni ai nostri servizi sul fisco, minacciare interventi legali e ripetere di fronte a una Commissione parlamentare le sue diffamatorie falsità, tanto fasulle da risultare offensive per i rappresentanti del popolo. Salvo poi recepire alcune idee sostenute nei nostri servizi, come risulta dalla circolare del 28 aprile."

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