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Save the Children: bambini Striscia di Gaza bevono acqua inquinata

Save the Children diffonde un rapporto sulla situazione nella Striscia di Gaza, e lancia l'allarme: sempre più bambini si ammalano a causa della malnutrizione cronica e per il fatto che sono costretti a bere acqua inquinata.

Cinque anni cominciava l'embargo di merci e aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, ed oggi un rapporto di Save the Children ("Gaza's Children: falling behind"), redatto insieme all'organizzazione Medical Aid for Palestinians (MAP), rivela come le famiglie si trovino in gravissime difficoltà e lancia un appello alle autorità israeliane e palestinesi e alla comunità internazionale per un intervento immediato.
Migliaia di famiglie della Striscia di Gaza non sono infatti in grado di acquistare o produrre neanche quei prodotti per un'alimentazione base, e il rischio di malnutrizione cronica continua a rimanere impressionatamente, tanto da colpire il 10% di bambini al di sotto dei 5 anni.
Save the Children rivela inoltre che l'anemia, di norma causata da un'alimentazione sbilanciata, soprattutto di ferro, colpisce il 58.6% dei bambini in età scolare, il 68.1% dei bambini tra i 9 e i 12 mesi e il 36.8% di donne in stato di gravidanza.
"I bambini di Gaza vivono in condizioni di prigionia, intrappolati in un lembo di terra avverso che gli impedisce anche solo di sognare un futuro migliore" afferma infatti Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia, spiegando come "dall'inizio del blocco nel 2007, è raddoppiato il numero di bambini al di sotto dei 3 anni curati per diarrea, perché costretti a bere un'acqua tossica e nociva".
Molti pozzi neri, infatti, sono spesso situati in prossimità delle abitazioni, e se non ben mantenuti possono andare ad inquinare le falde acquifere della zona. Altissimi sono i livelli di nitrato, contenuto nelle feci e nei concimi, che potrebbero causare alcune gravi forme tumorali e rappresentare una grave minaccia per le donne in stato di gravidanza.
Se si pensa poi che nel corso dell'operazione "piombo fuso" il sistema di scarico delle acque è stato danneggiato seriamente, la drammaticità della situazione appare ancor più evidente, tanto che Valerio Neri avverte come ormai "le condizioni igieniche nella Striscia si aggravano progressivamente, al punto che anche una banale diarrea ormai può essere mortale per i bambini di Gaza".
"I bambini di Gaza, come quelli di tutto il mondo, dovrebbero poter godere dei diritti essenziali sanciti dalla Convenzione ONU per l'Infanzia e l'Adolescenza, primo tra tutti il diritto alla salute - conclude il direttore generale di Save the Children Italia - I numeri purtroppo raccontano tutt'altra realtà: oltre all'emergenza igienico-sanitaria, dall'inizio dell'embargo nel 2007, 605 bambini sono stati uccisi nella Striscia di Gaza, 2,179 quelli feriti durante i conflitti. La comunità internazionale ha l'obbligo politico e morale di intensificare al massimo gli sforzi, per garantire quanto prima una maggiore sicurezza ai bambini, condizioni sanitarie umane e la fornitura di acqua potabile e sana".
Per questo Save the Children chiede:
- ad Israele la revoca del blocco e la libera circolazione di persone e beni da e verso Gaza, West Bank e Gerusalemme;
- l'avvio e l'implementazione di progetti di riqualificazione sanitaria delle acque, con una pianificazione dei lavori chiara e puntuale;
- alle Autorità Palestinesi di agevolare la fornitura rapida di servizi sanitari e di materiale medico per l'intera popolazione;

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