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Rete Italiana per il Disarmo: governo e UE sospendano invio armi a Israele

La Rete Italiana per il Disarmo a fronte dell'escalation delle ostilità nella Striscia di Gaza, chiede al governo Renzi di sospendere "immediatamente l'invio di armi e sistemi militari a Israele" e di farsi quindi "promotore di una simile misura presso l'Unione europea"

La Rete Italiana per il Disarmo, che raggruppa le principali organizzazioni italiane impegnate sui temi del disarmo e del controllo degli armamenti, a fronte dell’escalation delle ostilità nella Striscia di Gaza, chiede al governo Renzi di sospendere "immediatamente l’invio di armi e sistemi militari a Israele" e di farsi quindi "promotore di una simile misura presso l’Unione europea". In una nota, la Rete Italiana per il Disarmo ricorda che "l'Italia è oggi il maggiore esportatore dell’Unione europea di sistemi militari e di armi leggere verso Israele e proprio nei giorni scorsi, durante i raid aerei israeliani su Gaza l'azienda Alenia Aermacchi del gruppo Finmeccanica ha inviato a primi due aerei addestratori M-346 alla Forza Aerea israeliana". La Rete Italiana per il Disarmo fa notare che i nuovi velivoli addestratori M346 "possono anche essere armati e pure utilizzati per bombardamenti", ricordando che "tutto ciò avviene in aperto contrasto con la nostra legislazione relativa all'export di armamenti, che prevede (proprio nel suo primo articolo fondamentale) l’impossibilità di fornire armamenti a Paesi in stato di conflitto armato o i cui governi sono responsabili di gravi violazioni delle convenzioni internazionali in materia di diritti umani, accertate dai competenti organi delle Nazioni Unite, dell'UE o del Consiglio d'Europa". Per questo motivo, la Rete Italiana per il Disarmo chiede al governo italiano, che in questo semestre ha l’incarico di presiedere il Consiglio dell’Unione europea, di farsi "subito promotore di un’azione a livello comunitario per un embargo europeo di armi e sistemi militari verso tutte le parti in conflitto, per proteggere i civili inermi e riprendere il dialogo tra tutte le parti". L'organizzazione invita infatti il governo italiano a far sì che le "parole di condanna degli attacchi aerei sulle aree civili" siano seguite da "un'azione inequivocabile" come "la sospensione dell’invio di sistemi militari e di armi nella zona". Allo stesso tempo, Rete Italiana per il Disarmo chiede "al Ministro Federica Mogherini una decisione veloce chiara in merito alla fornitura degli M346" affinché "impedisca agli armamenti italiani di rendersi complici in futuro di atti di guerra e di violazione dei diritti umani di popolazioni già duramente colpite da decenni di conflitto".

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